domenica 17 maggio 2009

sondaggi

C'è un interessante sondaggio che circola in giro, quello dell'IPSOS commissionato dal sole 24ore. Se qualcuno lo vuole vedere vada al sito http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=3369. Ciò che emerge di interessante da questo sondaggio è che operai, disoccupati e casalinghe preferiscono votare il cetnrodestra, mentre impiegati, giovani e laureati preferiscono votare centrosinistra. Apparentemente, sembrerebbe che il centrosinistra sia in crisi perchè non riesce ad attirare i voti delle fasce più deboli. La spiegazione risiederebbe nel potere mediatico del centrodestra: il possesso di tv e media del leader del centrodestra favorirebbe la tendenza a votare per il centrodestra nelle fasce più umili o con titolo di studio più basso. Tuttavia ci sono anche parecchie persone, che rientrano nella categoria di coloro che svolgono professioni elevate o lavoro autonomo che tendono a votare soprattutto centrodestra. E probabilmente queste persone hanno anche un titolo di studio elevato. Il punto è che il sondaggio poteva essere un pò più articolato, per poter capire quali sono effettivamente i fattori che spingono la gente di diverse professioni e titolo di studio a votare a destra o a sinistra. Sicuramente, le motivazioni non sono uguali per tutti. Proviamo a delinearne alcune possibili.

I lavoratori autonomi sicuramente votano centrodestra per pagare meno tasse. Probabilmente questo vale anche per chi ha uno stipendio elevato. Gli impiegati e gli insegnanti prediligono il centrosinistra a causa della campagna "Brunetta" contro i fannulloni nella pubblica amministrazione e a causa dei continui tagli del governo nel settore pubblico. Gli operai probabilmente votano centrodestra perchè se prima l'esigenza era uno stipendio adeguato, adesso il timore di perdere il posto di lavoro prevale su tutto il resto. Quindi una politica a favore delle imprese dovrebbe tradursi in una poltica per il mantenimento dei posti di lavoro. Vedremo cosa farà la Fiat nei prossimi giorni. Sicuramente se questa fosse la causa, per gli operai i tempi futuri non saranno benevoli, dato che, posto di lavoro o no, le imprese hanno il problema di far quadrare i loro bilanci e soprattutto di pagare i debiti contratti con le banche. Quindi il posto agli operai è un problema secondario. Per gli studenti e i giovani, probabilmente il centrodestra non fa nulla per garantire loro un futuro sicuro, per cui preferiscono ancora votare centro sinistra. Infine arriviamo alle categorie più difficili: pensionati, disoccupati e casalinghe. Perchè questi votano centrodestra, dato che il centrodestra se ne frega di loro? I pensionati forse pensano di mantenere intatte le loro pensioni. Ma se in Italia aumentano i disoccupati, chi darà i soldi all'INPS per pagare le pensioni? O forse i vecchietti pensano veramente che il governo di centrodestra si preoccupi per loro? Più realisticamente, il governo cerca di ridurre le pensioni al minimo trovando il modo, però, di preservare il favore dei vecchietti nei loro confronti. I disoccupati probabilmente credono nella favola che la crisi è alle spalle. Sappiamo tutti che è meglio attaccarsi a qualunque speranza, anche se infondata, piuttosto che cedere alla più cupa disperazione. Infine le casalinghe. Probabilmente per quest'ultime vale la motivazione del potere mediatico del centrodestra. A furia di guardare la De Filippi si sono rimbambite e pensano che in Italia l'unico vero problema è sapere con chi si fidanzerà il tal o la tal tronista.

Il sondaggio dell'IPSOS, indipendetemente dal modo in cui lo si interpreti, evidenzia uno stato di crisi nell'elettorato italiano. Non è più come una volta, in cui i politici potevano far leva su consolidate tradizioni ideologiche di sinistra, cattoliche o liberiste. Non esistono più ideologie, ma malesseri sociali che spingono gli elettori a trovare la via più conveniente per loro. Se l'ideologia riesce, in qualche modo a unificare foze sociali diverse tra loro, l'assenza di un riferimento ideologico spinge ciascun gruppo sociale, anzi ciascun singolo individuo, a votare in base unicamente alla sua convenienza. Quindi la politica diventa marketing: come una ditta che produce una certa merce fa un sondaggio per sapere quanto è gradito ai consumatori il suo prodotto, così ogni partito politico fa un sondaggio per sapere quanto è gradito ai suoi elettori. Ma la capacità di progettare il futuro dell'intera Italia dove va a finire?

venerdì 15 maggio 2009

Italia in crisi (4)

Forse il segno migliore dell'esistenza di una crisi è la ridda di informazioni contrastanti che giungono alle persone. In uno stato in equilibrio, a parte i soliti problemi, non si sentono conferme e poi smentite. Un pò come la storia dell'UFO di Roswell. All'inizio i militari ffermano di aver trovato i resti di un UFO, poi smentiscono e dicono che si trattava di un pallone sonda. Probabilmente è la smentita seguita alla conferma che ha reso il caso Roswell uno dei più studiati e citati dagli ufologi. Il problema è che i dubbi rimangono. Nello steso modo i media italiani da una parte dicono che c'è crisi (operai licenziati, stabilimenti che chiudono, ecc...) dall'altra che la crisi è solo un'apparenza, una condizione psicologica. Anzi, la crisi è passata. E il debito pubblico? Bankitalia conferma che è incrmentato. E il PIL? alcuni giornali confermano che è diminuito di oltre il 4% (che tempo fa indicava crisi nera, roba da mettersi le mani nei capelli). Ed ora? Ora no, sebbene il debito aumenti e il PIL diminuisca, la cose stanno migliorando. Dove? I trasporti (vedi Alitalia) sono al collasso perchè non più sovvenzionati dallo stato. Scuola e Università stanno per chiudere, dato che non si assume più gente, né si danno i soldi per la minima manutenzione degli edifici scolastici. Ed ora? Ora bisogna tagliare nella sanità e nelle pensioni. Bisogna preparare la ricettina indolore per applicare il solito sistema: "Te lo messo in quel posto, ma te ne sei accorto troppo tardi". Le giovani generazioni? Si arrangino e si facciano mantenere, finchè possibile, dai genitori con la pensione minima sociale. Gli immigrati? Mandiamo a casa i clandestini che arrivano con i barconi, ma teniamo gli slavi, che sono quelli che commettono più reati. Ovviamente facciamo un favore ai paesi dell'Europa dell'est che così si liberano di gente indesiderata. Poi se qualche italiano vuole comprarsi una villa in mezzo alla campagna affari suoi. Il punto è proprio questo: gli affari nostri. Chi li cura? Chi li gestisce? Gli italiani si pongono seriamente questo problema? Perchè Marchionne deve parlare con la Merkel riguardo gli stabilimenti Opel? Forse perchè la Merkel si cura degli affari "loro" (tedeschi)? Forse qualcuno comprenderà meglio, in futuro, che gli affari "nostri" del governo italiano non coincidono con gli affari "nostri" del popolo italiano. Il limite maggiore, per il normale cittadino italiano, è che spesso non tiene milioni di euro in qualche paradiso fiscale, per cui se qualcosa va male, qualche soldino in mani sicure ce l'avrà sempre. Basta vedere quello che è successo in Argentina. I normali cittadini argentini hanno scoperto, dall'oggi al domani, che i loro risparmi in banca non esistevano più. E' probabile, però, che qualcuno, che aveva il compito di curare gli affari "loro", invece si sia procurato una cospicua pensioncina mettendo molti soldini in qualche banca di qualche paradiso fiscale. Ma questi sono, ormai, solo affari "suoi".

sabato 9 maggio 2009

Italia in crisi (3)

Nonostante i continui avvisi di un'imminente ripresa economica del pifferaio di Hamelin e un'interpretazione alquanto ridicola della cause della crisi economica (la crisi sarebbe solo il frutto di paure e timori infondati, quindi solo un'impressione psicologica, sempre secondo il pifferaio) dobbiamo prendere atto che in realtà la crisi c'è e che durerà parecchio. Il problema è che nessuno sa quanto è vasta e quanti fattori contribuiscono a questa crisi. Forse possiamo tentare di dare un'interpretazione. E' chiaro che lo sviluppo economico è gestito da pochi potenti gruppi di affari, che grazie alle enormi ricchezze accumulate condizionano lo status politico ad anche tecnologico di intere nazioni. Ad esempio, da anni si parlano di motori automobilistici che con un litro di benzian riescono a fare anche centinaio di km. Come mai non sono sul mercato? Ad esempio, non si potrebbe fare un'auto, in cui invece del solito motore a 4 cilindri, si mette un piccolo motorino, da 50 cc che alimenta una dinamo che produce energia elettrica a sufficienza per far muovere l'auto. Se riesco a far muovere un'auto da 4 quintali con un motorino da 50 cc, quanta benzina si risparmierebbe? Perchè nessuno ci pensa? Forse perchè chi vende il petrolio deve essere sicuro di avere sul mercato qualcuno che gli compri tonnellate di greggio? Sebbene non posiamo avere dati oggettivi, però è chiaro che il mercato dell'auto non è un mercato "libero". Perchè si vendono tanti SUV nonostante il prezzo della benzina sia alto? C'è sicuramente un cartello tra case automobilistche e produttori di petrolio. E i capi politici lo sanno. Ora la Fiat ha acquisito la Crysler, famosa perchè produce SUV, van e macchinoni fino anche a 7000 cc. Dietro questa manovra non ci sta la genialità di Marchionne o l'incapacità dei manger Crysler. Dietro questa manovra ci sta la nuova povertà di milioni di americani che hanno smesso di comprare auto perchè non possono permettersi di pagare il rifornimento. Ecco allora la necessità di auto con motori più piccoli e meno assetati. Non è strategia economica. I gruppi di affari non sanno guardare il futuro. Pensano solo di reagire al presente. Oltre a questo, si aggiunge il problema che i grandi gruppi economici, a causa della loro complessa burocrazia, hanno meno capacità di reagire tempestivamente alle crisi di mercato. Ciò favorisce invece quei gruppi economici (vedi Cina) che, proprio perchè esiste un regime che protegge e garantisce assoluta autonomia alle ditte, riescono a prosperare nonostante, paradossalmente, operino in un regime comunista che, per definizione, è illiberale. Queste ditte, libere da gravami e controlli burocratici, possono subito modificare il loro asset di mercato già prima che la crisi raggiunga il culmine. Ovviamente c'è ancora parecchio lavoro da fare. Il problema dei paesi occidentali è il controllo dell'opinione pubblica, ossia il condizionamento del pensiero umano, in modo da indurre le persone a ritenere conveniente e "figo" l'acquisto di un SUV nonostante, invece, a livello razionale sia una stronzata pazzesca. Nei paesi comunisti questo problema è sentito in misura meno rilevante, dato che i cittadini non hanno molte alternative tra cui scegliere. I cinesi pensano che l'unica strategia vincente per sbaragliare i concorrenti sul mercato sia vendere a prezzi bassi. In realtà, se in america ed europa molte persone diventano povere, anche i cinesi ne risentiranno. Occorre qualcosa di nuovo, nel senso che l'deale sarebbe modificare gli usi e costumi delle persone. Occorrerebbe creare una nuova filosofia di vita che renda più semplice e soprattutto meno inquinante il nostro modo di vivere. Occorre sprecare di meno. Ad esempio:
1. Perchè costruire nuove case e non ristrutturare quelle vecchie? In quasi tutte le città italiane ci sono interi quartieri di case vecchie da ristrutturare e rimettere in vendita.
2. Perchè non sviluppare l'eolico e il solare almeno per l'energia ad uso civile? In questo modo diventiamo più indipendenti dal petrolio, che può essere usato per altri scopi.
3. Perchè non rivedere il settore dei trasporti? costruire aerei, navi, treni, auto meno inquinanti? Le navi mercantili, ad esempio, potrebbero sfruttare energia eolica e solare per muoversi.
Il passaggio dai combustibili fossili alle nergie rinnovabili potrebbe avvenire gradualmente: prima si creano motori ibridi; poi, con lo sviluppo tecnologico nuovi motori che usano solo energia rinnovabile.
Qeusto potrebbe essere una nuova strategia di sviluppo. Chiaramente, però, le vecchie lobby del petrolio continueranno lo stesso ad influire sul sistema dei consumi. A questo punto occorre una nuova coscienza che induca ognuno di noi a cambiare le strategie produttive. Dobbiamo quindi smetterla di ascoltare i pifferai magici.

venerdì 8 maggio 2009

L'infallibilità di Mister B

Prima si diceva che il Papa era infallibile. Adesso molti italiani credono che sia Mister B infallibile. In poche parole uno che sa il fatto suo. Sicuramente conosce bene i suoi interessi. Ma che sappia come condurre le cose, questo lascia un pò perplessi. Di cosa hanno bisogno gli italiani? Quali sono i veri problemi della gente normale? La classe politica italiana si è sempre contraddistinta per la sua corruttibilità e corruzione. Tanzi pensava di fare affari pagando i politici a suon di tangenti. questo modo di fare non è nuovo. Lo faceva anche Mattei, il fondatore dell'ENI. Famosa è rimasta la sua frase: " I partiti sono come taxi: salgo, pago la corsa e scendo." Non conta l'ideologia, non contano i valori, non contano gli ideali. Contano i soldi e gli affari. E se qualcuno vuole fare affari deve corrompere i politici, così come i politici vanno in cerca dell'affarista per ottenere dei vantaggi. Anche Calvi del Banco Ambrosiano dava soldi ai partiti, che li restituivano quando conveniva loro, per ottenere appoggi politici. Forse qualcuno pensa: ma se adesso l'affarista è al potere, non c'è più bisogno, allora, di pagare tangenti. Il problema è che l'affarista non ha ideali e valori, ma pensa solo ai soldi. Magari adesso e così un pò per tutti. Non si sente più l'esigenza di un sitema di valori. L'importante è fare tanti soldi e in poco tempo. Siamo tutti diventati dei Maurizio Corona. Probabile. Peccato che questo ragionamento porti inevitabilmente allo schiavismo. Per fare soldi, occorre trovare l'appoggio di qualcuno che ti dia una buona posizione. Bisogna entrare in un sistema. Non a caso Saviano afferma che i camorristi chiamano la "Camorra" "Il sistema". E' una questiona di sistema. si sa che si farà parte di un ingranaggio più grande. L'unico problema è sapere se si può diventare una ruota grossa che muove tante altre ruote, o rimanere invece una piccola rotella mossa da altre ruote. Ma ruote grosse e rotelle devono muoversi in un certo modo e in armonia tra loro. altrimenti l'ingranaggio s'inceppa. Ma chi da la carica all'ingranaggio? Anche Mister B è una ruota, seppur grossa, dell'ingranaggio. Ma chi lo muove?

venerdì 1 maggio 2009

Tutte le donne del presidente

Ovviamente, dal titolo si capisce che l'argomento di oggi sono le candidature al parlamento europeo proposte da Mister B. Tra i candidati sono state poste molte donne. Voi direte: "Era ora, finalmente. Più spazio al gentil sesso in politica!". Peccato che il curriculum delle candidate di Mister B lasci un pò perplessi. Non voglio stare a descrivere nei dettagli le vicende già ampiamente descritte nei giornali, dell'irritazione della first lady per il fatto che Mister B prediliga andare ai compleani di diciottenni in carriera invece che a quelli dei propri figli. In seguito al botta e risposta Mister B decide di ritirare alcune (non tutte) le sue pupille, e veline, attricette, partecipanti al Grande Fratello ecc... Anche ad un anencefalo risulta chiaro che queste candidature sono una chiara presa in giro degli elettori italiani. Non che le altre forze politiche si siano comportante in modo migliore, ma la spudoratezza raggiunta nel Popolo delle Libertà penso sia arrivata al culmine. Bisogna un po' farsi un esamino di coscienza: "A che pro farsi menare per il naso da Mister B?". Continuo a ribadire la mia convinzione che gli italiani non siano più dei validi cittadini. Il cittadino, in primis, senza che qualcuno lo paghi, si sente responsabile della vita pubblica del suo paese. Non solo controlla che i politici e gli amministratori non sprechino i soldi delle tasse, non creino connivenze con la mafia, non facciano leggi che vanno contro gli elementari diritti di ognuno, ma combatte in prima linea perchè ingiustizie e infamie vengano punite. E' un problema di sistema? Ma il sistema non siamo noi? E allora che fare? Il problema è capire dove si vuole arrivare. Probabilmente, gli italiani negli anni dopo la II° guerra mondiale avevano le idee un pò più chiare. In quegli anni c'era un intero paese da ricostruire e tutti desideravano arrivare ai livelli di vita che Hollywood faceva vedere nei suoi film. Ora le cose sono un pochino cambiate, nel senso che, per la prima volta in Italia, è probabile che le nuove generazioni di italiani possano vivere peggio di quelle precedenti. Di chi è la colpa? Di tutti noi, ovviamente. Non ci rendiamo conto che per cambiare l'andazzo delle cose nel paese, prima di pretendere dagli altri dobbiamo pretendere da noi stessi. Ma ormai è chiaro che preferiamo essere indulgenti con noi stessi , e ciò comporta essere indulgenti anche con chi ha commesso atti illegittimi, comprovati, ma, nonostante questo, dirige lo stesso il destino di un'intera nazione. Perchè stupirsi se poi si vogliono candidare anche veline o attricette?

venerdì 17 aprile 2009

Obama e i texani (La guerra delle tasse)

Il governatore del texas, Rick Perry, ha deciso da fare guerra contro il Presidente degli Satuti Uniti Obama. Motivo? Le tasse. Subito i texani fano riferimento al Boston Tea Party (quando uomini travestiti da indiani hano buttato a mare dalle navi casse di the) e a Fort Alamo (la guerra tra messicani e texani). Rispunta lo spettro della Guerra di Secessione. Gli Stati Uniti si rivelano per ciò che sono: un aggregato di stati, ognuno dei quali sostanzialmente pensa per se. Obama, con la storia delle tasse, cerca di riequilibrare un pò il sistema. Dato che le banche (non le banche commerciali ma quella d'investimento) hanno creato la bolla finanziaria, adesso lo stato si ritrova e rimettere in circolo un pò di soldi. Ci sono milioni di disoccupati e bisogna pagare loro il sussidio. Ogni tanto qualcuno impazzisce, prende il fucile e fa una strage, dato che negli Stati Uniti l'assistenza sociale è molto bassa e chi perde il lavoro praticamente perde tutto. Le tasse sono un problema importante, perchè sono il mezzo principale che garantisce l'equilibiro del sistema. Ad esempio, se le cure sanitarie fossero private, per milioni di persone in Italia curarsi diventerebbe impossibile. Quanto costa una TAC, un esame del sangue, un'operazione chirurgica? Se vieni operato di appendicite e poi ti presentano il conto di 100 mila euro che fai? Vendi un rene? Il fatto che milioni di persone possano godere di cure sanitarie gratuite, o a basso prezzo, di pensione, di contributi finanziari per il sostegno alla famiglia garantisce stabilità sociale. C'è, però, il problema opposto: le tasse devono essere pagate in maniera democratica. In Italia le tasse non sono democratiche, nel senso che non sono commisurate al livello di reddito delle persone. Se qualcuno di legge il liro di Ginsborg, "L'Italia dal dopoguerra a d oggi" si rende conto che il maggior gettito è garantito dalla tassazione indiretta (tassa sull'auto, sulla casa, sul consumo energetico, sulla benzina, ecc...). Le tasse indirette sono assolutamente antidemocratiche perchè colpiscono soprattutto chi ha pochi soldi. Immaginiamo un famiglia che fa tanti sacrifici per comprarsi una casa. Alla fine le tocca pagare un sacco di soldi di tasse sulla casa. Per fortuna è stata eliminata l'ICI, perchè prima la casa si pagava due volte: una volta con l'IRPEF e una seconda volta con l'ICI. La tassa sulla casa è una tassa assurda, perchè se la casa la usi non fa reddito. Anzi, diventa una costo perchè poi devi chiamare l'imbianchino, l'idraulico, il muratore, ecc... Possiamo detrarre i costi di manutenzione della casa dalle tasse, anche una semplice riverniciatura? Posso capire le tasse sull'affitto o sulla vendita, ma il semplice possesso di una casa, così come di un'auto, non possono costituire reddito merito di tassazione. Inoltre in Italia c'è il brutto vizio della tassazione una tantum. Il merito al terremoto d'Abruzzo il governo ha pensato ad una tassa per pagare i costi di ricostruzione, visto che la regione Abruzzo ha il bilancio in rosso. Questa è una vecchissima strategia: "L’8 gennaio del 1909 la Camera fu convocata straordinariamente per approvare un disegno di legge, presentato dal Governo, in favore dei danneggiati dal terremoto, disegno che stabiliva la somma di 30 milioni per la ricostruzione degli edifici pubblici, raddoppiava la tassa di bollo sui biglietti ferroviari e di navigazione e aumentava di un ventesimo le tasse sugli affari e le imposte sui terreni, sui fabbricati e sui redditi di ricchezza mobile.". Qui si parla, indovinate un pò, del terremoto di Messina del dicembre 1908. E' passato più di un secolo ma le cose in Italia non cambiano mai. Così come sono crollate le case di Messina, sono crollate quelle de L'Aquila, nonostante si sapesse di teremoti disastrosi precedenti (1783 per Messina e 1703 per L'Aquila). Ma, oltre a questi tragici eventi, la tassazione una tantum è servita in Italia per altre cose: per entrare in Europa (primo governo Prodi con la famosa "eurotassa"), per poter pagare le pensioni (governo Amato). A proposito del governo Amato, del 1992/1993, c'era l'allora ministro delle finanze Giovanni Goria, l'inventore dell'ISI (Imposta Straordinaria degli Immobili). La cosa strana è che gli italiani, a differenza degli americani, quando saltano fuori nuove tasse non si sa da dove, non si sa come, se ne stanno buoni buoni, zitti zitti. Ci possono essere solo due spiegazioni: 1. Gli italiani sono un popolo di pecore, e si sa, "chi pecora si fa, il lupo se lo mangia" 2. Gli italiani sono in maggioranza evasori fiscali (parzialmente o totalmente), per cui una tassa in più o in meno fa poca differenza. In entrambi i casi c'è di che preoccuparsi.

Che fare per le tasse? Qui di seguito riporto alcune idee semplici ed essenziali:
1. eliminare o ridurre il più possibile (max 5%) le tasse indirette
2. eliminare l'IVA
3. detrarre dalle tasse tutte le spese obbligatorie (bollette luce, acqua, e gas, RCA auto, ecc...)
4. le tasse devono essere proporzionali al reddito e arrivare a un max del 33% per i redditi più alti
5. le tasse sugli utili delle imprese devono essere ridotte al minimo (fino ad un max del 10%)
6. anche le tasse su altri tipi di reddito (tipo affitti case) devono essere ridotte al minimo (max 10%)
7. eliminare le tasse sui beni di proprietà (prima casa, auto, ecc...) quando questi vengono usati
8. pene severe per chi evade (l'ideale sarebbe far pagare all'evasore i costi reali della giustizia, sanità e istruzione)

E' chiaro che ad un'adeguata riduzione delle tasse deve corrispondere un adeguato controllo della spesa. Occorre si evitare gli sprechi, ma soprattutto sradicare il vizietto dei politici italiani di usare i soldi pubblici per comprarsi i voti, oltre che di usarli per dotarsi di bei stipendi e alte gratifiche. Ovviamente, vale l'equazione: "Maggiore è la corruzione di uno stato, maggiore è il livello di tassazione (diretta ed indiretta) di quello stato".

giovedì 9 aprile 2009

Qualità ed attenzione

Non c'è niente di meglio di una tragedia per mettere in evidenza la scarsa qualità della classe dirigente italiana. Lo si è visto nel terremoto che ha distrutto Messina e Reggio Calabria nel 1908 e lo si vede ancora oggi. Da ottobre dell'anno scorso c'erano scosse sismiche a L'Aquila. Un buon motivo per chiedersi se le case erano fatte a norma. Purtroppo non era così. Che l'Abruzzo sia soggetto a terremoti è noto. Facciamo un elenco:

1. 68 - Teate (Chieti).
2. 101 - San Valentino in Abruzzo Citeriore.
3. 1315 - L'Aquila.
4. 1348 e 1349 (9 settembre) - Appennino abruzzese, con distruzione del Castello di Alvito.
5. 1456 (4-5 dicembre) - Irpinia, Matese, Sannio, Napoli, Abruzzo: il sisma provocò 30.000 morti. A Napoli crolla il campanile della chiesa di Santa Chiara, la chiesa di San Domenico Maggiore deve essere ricostruita, il duomo di Napoli e la cappella palatina di Santa Barbara in Castel Nuovo restaurati. A Teramo morirono più di 200 persone.
6. 1690 - Atri, in Abruzzo: unico terremoto di una certa intensità avvenuto ad Atri. Non si sa con precisione quanti furono i danni e i morti; crolla la chiesa di S.Francesco e si procede alla sua ricostruzione.
7. 1703 (2 febbraio) - Abruzzo: terremoto con circa 6000 morti a L'Aquila; gravi danni anche a Paganica.
8. 1706 - La Maiella. Si verificò la distruzione di moltissime costruzioni nella città di Sulmona, tra le quali numerose chiese.
9. 1786 - L'Aquila.
10.1881 Abruzzo meridionale
11. 13 Gennaio 1915 Avezzano, Abruzzo 7.0 Richter Furono distrutte dal sisma Avezzano e tutto il territorio della Marsica. Ad Avezzano su 11.000 abitanti ne sopravvissero solo 300. In tutto ci furono 30.000 morti.
12. 1933 Majella, Abruzzo
13. 1943 Marche e Abruzzo
14. 1958 L'Aquila, Abruzzo

15. 6 Aprile 2009 L'Aquila, Abruzzo 5.8 Richter[6]
VIII-IX Mercalli Fortissime scosse nettamente percepite in tutto il Centro-Sud Italia, soprattutto a Rieti ma anche a Roma, Pescara, Napoli, fino a Crotone e risalendo a nord anche tutta l'alta valle del Tevere nelle province di Arezzo e Perugia dell'Appennino Tosco-Emiliano, verificatesi anche nei giorni successivi al primo. Gravissimi danni agli edifici e al patrimonio storico-artistico di L'Aquila e comuni limitrofi. Più di mille feriti e circa 70.000 sfollati.

Domanda: ma i politici che governano l'Abruzzo non si sono preoccupati di fare piani regolatori rigorosi che garantiscano la resistenza delle costruzioni a forti terremoti? E soprattutto, chi fa i controlli? Chi controlla che le case siano costruite a regola d'arte? Il decreto mille proroghe faceva slittare gli obblighi di legge per la costruizione secondo i requisiti antisismici stabilito dall'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n° 3274 del 20 marzo. L'ordinanza stabiliva anche rigorosi controlli della staticità di edificie quali ospedali, scuole, chiese, musei e ponti. Però il governo di Mister B. favorisce le proroghe, così come adesso si rende conto che nell'ultimo decreto sul piano casa conviene inserire una frase a proposito dei requisiti antisismici, a tragedia avvenuta. Esiste una bella frase di Tolkien, l'autore de "Il signore degli anelli": "La qualità la fa l'attenzione". Se ci fosse stata attenzione non sarebbe crollato l'ospedale, la casa dello studente e tante altre abitazioni, molte delle quali nuove, appena comprate. Non è il terremoto la vera causa, perchè (vedi lista sopra) si sa che a L'Aquila ci sono stati e sempre ci saranno terremoti. Purtroppo l'attuale governo è l'espressione degli italiani disattenti, che non si preoccupano della qualità. Ora è il momento di finirla. Dobbiamo pretendere qualità. E la qualità la fa l'attenzione. Bisogna fare dei controlli e investire negli enti preposti ai controlli. I comuni una volta prevedevano una figura detta "geometra contrario". Questo doveva controllare che le nuove abitazioni fossero costruite a regola d'arte. Dov'è finita quella figura? Chi controlla la qualità delle nuove costruzioni? Un conto è comprare una lavatrice che può rompersi anche dopo 5 anni. Un conto è comprare, a prezzo di grandi sacrifici, una nuova casa che deve durare tutta una vita e oltre, se necessario. Adesso vediamo e sentiamo invece grandi frasi ad effetto, del tipo "Ricostruiremo una L'Aquila 2", ma cosa sarebbe meglio fare, invece, in concreto? E soprattutto, come evitare che i soldi finiscano per costruire strade inutili e campi da calcio invece delle case alla gente che ne ha bisogno. Come evitare che i baraccati rimangano baraccati a vita? Semplicemente il presidente della regione (che per l'Abruzzo si chiama Chiodi, anche se finora non si è mai visto e sentito) chiede ai presidenti di provincia e ai sindaci di fare un preventivo dei danni e raccoglie i soldi necessari per la ricostruzione. Poi i cittadini dovrebbero crearsi delle cooperative, a cui dare i soldi, con i quali pagare le imprese che costruisocono o ricostruiscono le case. Inoltre, i cittadini devono essere adeguatamente informati e godere della consulenza di tecnici ed esperti di costruzioni, in modo da poter verificare in corso d'opera che le nuove costruzioni siano costruite a regola d'arte. Si prevede che a L'Aquila possano esserci in futuro anche terremoti che arrivano fino a un'intensità 8 di magnitudo? Allora si facciano case in grado di resistere a 10 di magnitudo. Evitiamo così, oltre ai piccoli sciacalli, i grandi sciacalli quali Caltagirone e Ligresti, i palazzinari che costruiscono case di pessima qualità, dato che loro sicuramente non le abiteranno. Ma soprattutto occorre vigilare, essere attenti, perchè "La qualità la fa l'attenzione". Dobbiamo dimostrare che finalmente siamo capaci di imparare e non ricadere sempre nei soliti errori. Dobbiamo dimostrare che tra noi e l'uomo di Neanderthal c'è una differenza.