martedì 9 giugno 2009

Contro i bipartisan

Dopo le elezioni, anche se alle amministrative il centrodestra canta vittoria contando il numero di provincie e comuni conquistati o ancora da conquistare con i ballottaggi, sebbene il voto a un politico locale ha motivazioni diverse rispetto al voto a un politico nazionale o europeo, emerge il problema del nuovo assetto politico da dare all'Italia. Non so se i sondaggi davano pirma al 50% il PDL. Se fosse così, bisognerebbe licenziare chi li ha fatti, o non pagargli il contratto. Non so se veramente, da come si dice in giro, la stampa di Mister B ha tenuto nascosot la vendita di Kaka al Real. Mister B prende in giro pure i tifosi del Milan! No so se dalle pagine di cornaca dei tg e dei giornali sono state tolte, o minimizzate, le notizie degli stupri a Roma, sotto il governo del centro destra. Sta di fatto che dai risultati elettorali emerge che il PDL è pò meno simpatico. E dato che il PDL si incarna in un'unica figura, ciò significa che il pifferaio non riesce più a suonare bene il suo flauto. Non c'entra l'astensionismo, anche se questo è un altro dato rilevante delle elezioni che discuteremo in seguito. Al sud e nelle isole il motivo per cui il pifferaio è meno simpatico è chiaro: dacci i soldi. Niente soldi, niente voti. Visto che il sud è fondamentalmente poco produttivo, e deve essere sempre in qualche misura assistito, se non gli si da un pò di gas, non si va avanti. Il dato più eclatante è la Sicilia. Con Cuffaro tutti i seggi avevano votato Mister B. Ed ora? Nel Nord si preferisce la Lega. Forse qualcuno pensa che la xenofobia della gente abbia favorito la lega. In realtà non è proprio così. L'arma principale della Lega, al Nord, è il federalismo. Federalismo significa, o dovrebbe significare, fare in modo che le tasse vadano al comune o alla regione in cui si vive e che non vengano invece usate per chissà quali altri scopi. Quando si sente dire che nel trentino la regione ti paga il 50% del mutuo casa a fondo perduto e che là i servizi funzionano (ospedali, scuole, strade, ferrovie, ecc...) è comprensibile che chi lavora e paga le tasse desideri ricevere lo stesso trattamento. Il federlismo, però, come abbiamo detto, va conto il centralismo statale, che non è prerogativa del PD, come dice Mister B. Anche Mister B è per il centralismo statale, ma per uno stato assente, uno stato che smette di assistere le regioni del Sud e che non da i servizi che si meritano le regioni del Nord. Mister B poi è bravo a correre e a farsi vedere a Napoli per il problema monnezza e a L'Aquila per il disatro del terremoto. In questo modo si fa credere alla gente che lo stato è presente. Ma è meglio avere un presidente del consiglio assente che alla fine caccia soldi veri, o un presidente sempre presente, ma che non ha ancora cacciato un euro? Si tirino fuori i soldi e si dia inizio ai lavori. Cosa è venuto a mancare a Mister B. E' venuto a mancare il sostegno dell'immagine. Cercare di tamponare, come dicevo, il "vero fare" con il "finto fare" ossia con immagini di attività che non corrispondono ad azioni reali, alla fine è risultato una strategia fallimentare.

Per il PD è andata peggio, perchè non è né carne, né pesce. Non si sa quali siano i programmi del PD. Non si dimostra come valida alternativa del PDL. Cerca di togliersi di dosso i partitini di sinistra, ma questi riescono lo stesso a racimolare voti. Chi è di sinistra non intende certo dare voti al PD. Chi è al centro non intende dare voti al PD perchè teme che il PD sia ancora di sinistra. Mentre l'IDV accoglie consensi perchè ha manifestato una sua chiara identità, il PD ha assunto sempre più un'immagine amorfa. E' meglio che i dirigenti del PD si sveglino, altrimenti fanno la fine della vecchia DC.

L'UDC diventa sempre più l'ago della bilancia. Bisogna vedere se quelli dell'UDC accettano (come sembra molto probabile) l'alleanza con il PDL. Un'alleanza difficile, visto che Lega e UDC non si vedono di buon occhio. Occorre dire, però, che l'UDC, a parte il tema della famiglie (caro a Casini che si fa fotografare con i bimbetti), non ha mai mostrato un programma attendibile su come affrontare la crisi economica. E' probabile che molti di quelli che hanno optato UDC in realtà fossero voti di persone che non vogliono votare PDL o PD.

C'è però un altro dato interessante, e qui mi collego al tema dei referendum. Il 20 e 21 giugno si dovrebbe votare per tre referendum. In poche parole votando si viene abrogata la norma che da il premio di maggioranza all'intera coalizione di partiti che ottengono più voti per la camere (primo referendum), per il senato (secondo referendum) e la norma che permette l'iscrizione dei candidati in più circoscrizioni (terzo referendum). Le norme più probelmatiche sono la prima e la seconda. Se passa il si, il premio di maggioranza viene dato al singolo partito che ottiene più voti. Per questo Lega, IDV, UDC ed altri partiti minori sono contrari a questo referendum. Dato che l'ultimo referendum che ha raggiunto il quorum è del 1995, i contrari al referendum consigliano agli italiani di astenersi dall'andare a votare. Così il referendum non raggiunge il quorum e tutto rimane com'è. Il promotore del referendum è il Sentaore Mario Segni, convinto sostenitore del bipartitismo. A parte il fatto che i risultati elettorali dimostrano che gli italiani non credono nel bipartitismo, dobbimao considerare che, a livello nazionale, quasi il 21% dei voti è andato a partiti di liste locali o nazionali che non hanno raggiunto il 4%. il più il 35,3% di italiani non è andato a votare. Ciò significa che, se sommiamo la percentuali di chi non è passato e di chi non ha votato, il 56% di italiani non è rappresentato nel parlamento europeo. In altri termini il parlamento europeo rappresenta effettivamente soli il 44% di italiani. Se vincono i si al referendum, c'è il rischio che il parlamento italiano perda la sua funzione principale: rappresentare appunto il popolo italiano. Il voto proporzionale garantiva abbastanza efficacemente la rappresentatività del parlamento. Il sistema maggioritario, invece, va contro la rappresentatività. Il sistema maggioritario è in voga nei paesi anglossassoni, dove il rapporto tra stato e cittadino praticamente non esiste. Negli Stati Uniti e in Inghilterra lo stato non si occupa del cittadino, lo stato non è altro che un amministratore che deve far funzionare la cosa pubblica. Non a caso anche negli Stati Uniti e in Inghilterra ci sono perecentuali alte di astensioni al voto. In Italia, così come nell'Europa continentale, lo stato deve occuparsi del cittadino. Il cittadino ha tutto l'interesse, quindi, a mandare in parlamento quelle forze politiche che più curano i suoi interessi. E più è complessa la società, più aumentano e si differenziano le forze politiche. Segni non ha capito due cose: 1. In Italia il maggioritario non funziona perchè chi vota ha interesse a ricevere qualcosa in cambio; 2. L'Italia non è un paese omogeneo e la sua eterogeneità sta aumentando. I musulmani, in Italia, per chi dovrebbero votare? La gente di colore, in Italia, per chi dovrebbe votare? I giovani, in Italia, per chi dovrebbero votare? Nei paesi anglossassoni il voto ha un significato più astratto. Obama è stato votato perchè rappresentava il cambiamento. In Italia, forse qualche tempo fa, era così. Adesso non esistono più questioni ideologiche (valori cristiani contro valori comunisti, Don Camillo vs. Peppone). Adesso si vota per avere un lavoro stabile la possibilità di acquistarsi una casa. Segni è destinato ad uscire di scena.

lunedì 8 giugno 2009

Italia allo sfascio

Come avevo detto nel blog precedente (Italia in europa), e come adesso titolano a caratteri cubitali i maggiori giornali, il sogno del bipartitismo è naufrgato. PDL e PD non riescono a racimolare i voti necessari per poter dire alle altre forze politiche "adesso comandiamo noi". Il PD perde di più del PDL, tuttavia ci sono alcune nalisi interessanti che si possono fare. Individuiamo, come ha fatto "Repubblica", 5 aree di voto: nord-ovest, nord-est, centro, sud e isole. Consideriamo i primi 5 partiti: PDL, PD, Lega Nord, IDV e UDC. Il testa c'è il PDL. A seguire PD, Lega, IDV e UDC. Vediamo però, nel caso della Lega, che quest'ultima è terza nel nord-ovet e nel nord-est, ma ultima nel centro, al sud e nelle isole. Chiaramente la Lega ormai è il partito del nord. Vediamo che l'IDV va bene al centro e al sud dove è terzo. L'UDC va bene nelle isole dove è quarto, mentre l'IDV è quinto. Nelle isole, soprattutto in Sicilia, la fa da padrone l'MPA di Lombardo. Complessivamente La destra e l'MPS sono terzi nelle isole. Ora arriviamo ai primi due partiti. Il PDL è sicuramente in testa nel nord-ovest, al centro al sud e nelle isole, mentre nel nord-est è quasi un testa a testa tra PDL e PD. Mentre la Lega ha una percentuale di voti costante tra nord-ovest e nord est, poco più del 19%, il PD passa dal 23% al 28% dal nord-ovet al nord -est. IDV e UDC hanno una percentuale di voti costante al nord-ovest, al nord-est e al centro, ma la loro prestazione sale al sud e nelle isole. Il Pd cala al nord-ovest, al sud e nelle isole. Il PDL cala al nord-est e nella isole. Ecco le interpretazioni:

1. Probabilemnte nel nord-est c'è un problema lavoro. Se PDL e Lega si sono fatti vanto nella riduzione dell'immigrazione clandestina, probabilmente adesso dovrebbero considerare il problema lavoro. Sappiamo che nel nord-est prevale la piccola impresa, che ha maggiori difficoltà ad affrontare la crisi economica globale. Soprattutto il PDL non è in grado di trovare favore nell'elettorato del nord-est.
2. Il centro e il sud sono il punto di forza del PDL. Per il PD solo il centro. Si osserva però l'avanzata nel sud di IDV e UDC. L'emorragia di voti del PD nel sud è spiegabile con l'avanzata di IDV e UDC. Al centro l'emorragia riguarda di più il PDL. Si osserva anche una lieve avanzata dei partiti di sinistra (PRC-PDCI al centro e Sinistra e Libertà al sud). C'è un'insoddisfazione della gente nei maggiori partiti che si riversa nel voto verso IDV e UDC, principalmente. Forse anche qui la crisi economica induce la gente a trovare altre alternative.
3. Nelle isole si registrano due dati importanti. In primis il forte astensionismo (meno del 50% è andato a votare). Va bene che si tratta del parlamento europeo, però, probabilmente, è venuta anche a mancare una precisa indicazione di voto. Il PD perde, ma perde di più il PDL. In Sicila riprende la tendenza centrifuga, dovuta al fatto che probabilmente sono arrivati meno soldi di quelli promessi (e in una regione, che ha il maggiore numero di dirigenti nella pubblica amministrazione, questo conta). Non a caso adesso c'è l'emergenza spazzatura a Palermo. In Sardegna lo spostamento del G8 dalla Maddalena a L'Aquila avrà sicuramente scontentato qualcuno. Qui il problema è il mancato afflusso di denaro necessario a far girare l'economia di Sardegna e Sicilia.

I due partiti maggiori sono in affanno. Il PD sicuramente più del PDL, dato che non ha ancora trovato una sua identità (sinistra o centro?). Il PDL, però, perde colpi. Non arrivano i soldi al sud e al nord la gente perde lavoro. IDV e UDC convincono di più, probabilmente per l'insistenza sul tema della legalità dell'IDV e sul tema della famiglia dell'UDC. La Lega fa man bassa di voti, ma solo al Nord.

In conclusione, al di là delle gisutificazioni che lasciano il tempo che trovano, come quella dell'astensionismo, si sta ritornando alla situazione di scollamento del 1992. Mentre allora il prevalere della frammentazione politica era dovuto all'azione della magistratura, adesso è dovuto all'incapacità dei due maggiori partiti di affrontare la crisi economica. La gente comincia a guardarsi attorno per trovare risposte da qualche altra parte. Ed è anche probabile che qualcuno si sia stancato ed abbia deciso di non andare più a votare perchè non ha più la speranza di trovare una risposta dai politici italiani.

Per quanto riguarda gli altri paesi europei, è chiaro che l'Europa sta stancando. La gente non vede l'utilità di un'Europa unita. L'unico modo, secondo me, per uscirne sarebbe quello di elaborare un nuovo piano energetico per ridurre inquinamento e costi dell'energia e l'Europa dovrebbe dare soldi a chi desidera innovarsi e, anche, dare soldi per migliorare l'assistenza sociale alla gente disocupata o che non trova lavoro. Utopia? Sicuramente si.

Un'ultima cosa: chi va da Gelli a chiedergli di trovare un altro in grado di ricostituire l'unità d'Italia?

giovedì 4 giugno 2009

Italia in Europa

Tra un pò ci saranno le elezioni per il parlamento europeo. In concomitnza alle europee ci saranno anche le elezioni per alcuni comuni e provincie. Quello che si può registrare dalla campagna elettorale è la pochezza e la mancanza di prospettive e di programmi sensati della classe dirigente italiana. Sia a destra che a sinistra. Nonostante il tentativo di centralismo di Mister B, la politica italiana continua a manifestare una propensione allo sfaldamento. Anche se c'è lo sbarramento al 4%, vediamo, oltre al PDL altri tre partiti di destra e oltre al PD altri 2 partiti a sinistra, oltre a IDV, UDC, Lega, Pannella e altre listine. Questo significa, nonostante l'obiettivo di Rinascita Democratica della P2 di Gelli, che la società italiana non riesce ad esprimere una coesione d'intenti. Il bipartitismo non è adatto alla società italiana, perchè agiscono forze disgregatrici di varia natura. Non si tratta solo di differenze tra Nord e Sud. Adesso abbiamo le differenze tra italiani ed extracomunitari, tra giovani ed anziani, tra occupati e disoccupati, tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori precari e così via... Non c'è da stipirsi se, alla fine, sia difficile ritrovare una coesione d'intenti un'unità sociale che Napolitano, giustamente, vede sempre più diminuire. Ora come ora non ha più senso l'unità d'Italia e l'unità dell'Europa. La crisi ha manifestato la debolezza del Sistema, un Sistema che si teneva unito sulla base dell'illusione di una crescita continua. Sappiamo tutti che la ricchezza di uno stato dipende da pochi fattori, il più importante dei quali è l'esposrtazione di prodotti in altri paesi. Se la bilancia commerciale di un paese è in attivo, allora attiriamo capitali da altri paesi e manteniamo alto il PIL. E' quello che sta facendo ora la Cina, così come aveva fatto l'Italia durante il boom economico degli anni '60. Altrimenti attiriamo capitali dall'estero sottoforma di depositi bancari e investimenti finanziari. E' quello che hanno fatto gli Stati Uniti (e anche la Gran Bretagna) per mantenere alto il proprio PIL mentre la Cina stava diventando il principale produttore mondiale di merci. E' ache quello che stiamo facendo noi con i capitali di Gheddafi. O quello che hanno fatto i tedeschi con i russi, tramite Magna, per mantenere aperti gli impianti di Opel. Se non otteniamo soldi vendendo, allora ce li facciamo prestare dagli altri. Però, poi, dobbiamo restituirli. In Italia bisognerebbe rivedere le politiche future di sviluppo per sapere se si può, in qualche modo, far tornare in attivo la bilancia commerciale, e generare un sitema economico in grado di attirare capitali stranieri. In quest'ultimo caso in Italia non dovrebbe più essere valida l'equazione: italiano = mafioso. Il caso Noemi è preoccupante non tanto per le frequentazioni o lo stile di vita di Mister B, quanto per il fatto che Mister B non esita a mettere come candidate veline o attricette. In questo caso è sicuro che il rapporto di Mister B con le donnine diventa anche un fatto che deve interessare il cittadino. Quale competenza deve possedere un candidato alle elezioni? Dobbiamo votare cani e porci? La Brambilla faceva le trasmissioni di Medail (ve li ricordate i "Misteri della notte"?). In una puntata si vede la Brambilla portare al guinzaglio due uomini. Questo significa che ha acquisito competenza nella gestione dell'industria turistica? E la Carfagna? Basta fare 12 pose per un calendario ed essere l'assistente della trasmissione di Mengacci per diventare un ministro competente? Una volta si diceva che bisognava studiare e molto per diventare competenti e professionali. Adesso basta partecipare al grande fratello, fare un calendario o alcune puntate di una trasmissione di Mediaset per essere ministri. Non a caso gli insegnanti si lamentano perchè c'è il rischio che ai prossimi esami vengano bocciati più della metà degli studenti. Per fare carriera politica non c'è niente di meglio che essere ospiti in un programma della De Filippi. A cosa serve studiare? L'idea che ora domina in politica è fare in modo che la gestione sia in mano di pochi (anzi pochissimi) e tutto il resto è solo scena. Per questo proliferano attricette e veline. Se bisogna far scena, almeno facciamola bella.

lunedì 1 giugno 2009

Il cittadino solitario

Se qualcuno avesse visto la puntata di report di ieri sul problema dell'urbanizzazione e dello sfruttamento del suolo italiano per l'edilizia, ieri sera, avrebbe potuto trarne utili indicazioni. In poche parole, i palazzinari comprano terreni agricoli attorno alle città, soprattutto quelle più densamente popolate come Roma e Milano, poi costruiscono le case e le vendono. Risultato? Vediamo le periferie delle città italiane ingrandirsi a dismisura, vediamo scomparire la campagna tra una città e l'altra e vediamo i cittadini italiani essere costretti a fare una vita d'inferno. E' un pò come essere negli Stati Uniti: si costruiscono le città a misura d'auto. Il problema è che se tutti usano le auto le strade s'intasano e si rimane bloccati nel traffico. Anche il trasporto pubblico ne risente. La gente normale cha va a lavorare deve svegliarsi alle 4 di mattina per arrivare alle 8 al lavoro. Si impiega meno tempo ad andare da Roma a Londra in aereo che a spostarsi dalla perifereia di Roma al centro. Bisogneebbe costruire nuove strade, e queste vengono costruite usando i soldi delle nostre tasse. Non solo. Il bravo Tremonti per fare cassa decide di vendere le case contruite dagli enti pubblici. Si istituisce una società privata che spende e spande in consulenze per poi non riuscire a vendere. Perchè? Ma perchè le case sono vecchie e chi le dovrebbe comprare (pensionati, gente con lavoro precario o con contratti a termine, operai, ecc...) non ha i soldi necessari o ha problemi a chiedere mutui. Risultato? Poche vendite e tanti debiti. Questa è l'abilità dei politici italiani. Forse qualcuno ha dimenticato la pubblicizzazione che Tremonti fece a suo tempo alle cartolarizzazioni, sostenendo che grazie ad esse il governo avrebbe guadagnato senza aumentare le tasse. Alla fine, in un modo o nell'altro le tasse aumenteranno perchè non c'è via d'uscita, vista l'incapacità di gestire il patrimonio pubblico dei politici. Alla fine hanno guadagnato i soli furbetti del quartierino i palazzinari. A loro si da la possibilità di fare soldi, mentre al cittadino non rimane che vivere in una città squilibrata, disorganizzata e senza servizi. Il cittadino è solo e nessuno pensa per lui. Che si fa? Ecco una possibile soluzione. Lo spazio urbano della città viene diviso in quartieri. Per ogni quartiere si indice una consiglio di quartiere. I consigli di quartiere esistono adesso e ognuno di noi dovrebbe anche eleggere il presidente del consiglio di quartiere. L'obettivo dei consigli di quartiere è far conoscere all'amministrazione cittadina i problemi della gente normale che vive nella città e far conoscere alla gente quali sono i piani della classe dirigente per lo sviluppo futuro della città. In questo modo c'è un dialogo, una discussione tra cittadini e amministrazione politica della città. Basta anche una riunione del consiglio all'anno e ciascun cittadino deve partecipare, eleggere il proprio rappresentante di quartiere che si fa carico delle esigenze dei cittadini e che si preoccupa, anche, di far conoscere all'amministrazione i problemi della gente. Si vuole una metropolitana? Un giardino pubblico? Un asilo nido? Si vuole un miglioramento dei servizi pubblici? Ecco che nel consiglio di quartiere si mettono sul tavolo tutte queste esigenze e si aspetta la risposta dell'amministrazione, che deve essere chiara e trasparente. Basta inciuci tra sindaci e assessori e palazzinari. In Italia non servono nuove case. Bisogna ristrutturare quelle vecchie, in modo da renderle meno dispendiose in termini di consumo energetico, e favorire la diffusione dell'energia rinnovabile some solare ed eolico. In ogni casa dovrebbero esserci i pannelli solari di giorno e in ogni città dovrebbero esserci pale eoliche per la notte. Un importante risultato sarebbe la riduzione del consumo di petrolio, gas, carbone e la riduzione dell'esigenza di energia nucleare, che ha come effetto collaterale il problema dello smaltimento delle scorie radioattive. Inoltre, se si rende necessaria la costruzione di un nuovo quartiere, i palazzinari devono farsi carico anche del trasporto pubblico. Vuoi guadagnare vendendo case? Allora costruisci anche un nuovo tratto di metropolitana o di strada. Quindi si può fare una legge: in un quartiere non si costruiscono nuove case se non c'è l'assenso del consiglio di quartiere. E niente deroghe. Scommettiamo che così lo sviluppo delle città sarebbe meno caotico?

venerdì 29 maggio 2009

Il mito della destra che lavora

Tempo fa, una persona, per qualificarsi come uno che si da da fare, si era definito come "uno di destra", anche se poi il suo orientamento politico era un altro. Da molto tempo, credo, nell'immaginario collettivo si è fissato il concetto che "essere di sinistra" significa perdersi in chiacchiere. I comunisti non fanno altro, come qualcuno avrà avuto modo di vedere nelle fasi acute della contestazione, che indire riunioni, discussioni, stampare pubblicazioni e giornaletti. Il massimo dell'azione è sfilare in qualche corteo di protesta. Quelli di destra, invece parlano poco e fanno molto. Magari non si è molto d'accordo sulle loro impostazioni ideologiche, ma qualcosa fanno. Per cui, molti italiani hanno preferito dare il loro voto a destra con la convinzione che almeno qualcosa cambi in Italia. Se qualcuno ascolta Mister B, sente parole come "abbiamo fatto...", "tra un pò faremo..." "siamo intervenuti...". La spazzatura a Napoli? E' arrivato Mister B e d'incanto è scomparsa. Peccato, però, che in campagna continuino i roghi (poco pubblicizzati dai media) della spazzatura con relativa produzione di diossina. In Abruzzo l'intervento dello stato è stato tempestivo e tra un pò si ricustruiranno le case. Quando? A settembre? Adesso si sente per Novembre. Non sarà forse Novembre del 2010? Gli italiani muoiono di fame? Ecco la Social Card finanziata (in parte, relativamente piccola) con i soldi prelevati dai cosiddetti "conti correnti dormienti", ossia quei conti correnti che non vengono movimentati da anni. Speriamo che qualcuno non abbia aperto quei conti pensando, in futuro, di dare qualche soldo ai propri nipotini. Comunque, apprentmente, e con la complicità dei media, sembra che il governo di Mister B sia un tipico governo di destra ossia un governo del fare. Domanda: perchè confindustria prima e bankitalia adesso si lamentano per la mancanza di riforme? La Marcegaglia chiede a Mister B, anche in grazia del suo forte consenso degli italiani, di fare qualcosa di più contro la crisi; Draghi afferma che sono necessarie riforme. Devo dire che sia l'uno che l'altro, secondo me, non fanno molto, da parte loro, per risolvere il problema della crisi. Però sono altri punti di vista che sicuramente devono essere considerati. E il cittadino italiano? Qual'è il suo punto di vista. Qualcuno conosce il punto di vista del tipico Signor Rossi? Forse è troppo impegnato a far quadrare i bilanci con la cassa integrazione, oppure non sa a che scuola mandare il figlio perchè vede edifici fatiscenti e insegnanti che non hanno la carta per stampare le pagelle. Oppure scopre che sono aumentati i ticket dei farmaci, che deve pagare un sacco di soldi per farsi una radiografia in tempi accettabili. O, anche, che il treno che prende per andare a lavoro è sempre in ritardo, o si rompe, e che se va in vacanza su un traghetto c'è il rischio di naufragio come è quasi successo alla nave traghetto Florio. Per non parlare dei voli aerei. Deve per forza prendere la macchina e viaggiare su strade distrutte perchè il comune è pieno di debiti e non ha i soldi per mettere un pò d'asfalto. Questi sono solo alcuni dei problemi che deve affrontare il cittadino italiano. Ma ora il peggio è passato e bisogna solo pensare al miglioramento. Un buon segno di ottimismo è ricominciare a spendere soldi, magari facendoseli prestare da qualche società finanziaria e quindi indebitandosi fino a un palmo sopra la testa. Mentre qualcun altro si prende un bel pò di soldi dalle sue società e se li mette al sicuro in qualche paradiso fiscale.

Esistono due tipi di fare: 1. il "fare vero" che consiste in fatti e conti economici i cui risultati sono visibili agli occhi di tutti e il 2. "fare finto" che consiste nel creare un pò di fumo per dare l'idea che ci sia l'arrosto, mentre in realtà non c'è niente. Il fare finto ricorre anche ad altri tipi di strategie: creare tanto rumore per nulla (vedi il caso Noemi) oppure nascondere o minimizzare i fatti che contrastano il fare finto come il fatto che i poliziotti hanno deciso di scioperare perchè non vengono loro pagati gli straordinari o che in una scuola di Livorno è caduto il controsoffitto come è successo in quella di Rivoli (per fortuna, questa volta, non ci sono stati ragazzi morti). Se poi qualche problema, bene o male, riesce ad emergere nonostante tutti i meccanismi di difesa approntati per impedire che il fatto venga pubblicizzato, allora si attiva il processo di annichilazione di chi fa emergere il problema. Un bell'esempio recente è l'accusa della Gelmini contro i presidi delle scuole del Lazio, che chiedevano ai genitori i soldi per comprare la carta e pagare le bollette. La risposta è stata: "Se i presidi non sanno fare il loro lavoro, vadano a casa". Una risposta un pò pericolosa, perchè qualcuno potrebbe chiedersi: e il ministro che fa? Altri ministri che costituiscono esempi di finto fare sono Alfano, Brunetta e Maroni. I Tribunali sono al collasso perchè mancano segretari e computer. Alfano che fa? Anche nella PA manca personale, risorse tecnologiche, edifici fatiscenti. Brunetta che fa? Nelle strade continuano gli stupri, le rapine nelle tabaccherie e nelle farmacie, gli accoltellamenti negli stadi. Maroni che fa? Alfano se la piglia con i magistrati che vogliono diventare celebri, Brunetta con i fannulloni della PA, Maroni con i negri sui barconi e Gelmini con i presidi che non sanno lavorare. La politica dal finto fare non è destinata a durare a lungo, perchè, come si dice, tutti i nodi vengono al pettine. Però le tasse son vere. Perchè non pagare il finto fare con finte tasse?

lunedì 25 maggio 2009

Il fallimento leghista

Mentre Mister B si lamenta della sporcizia delle città italiane, che hanno i bilanci pieni di debiti a causa dei derivati, e si pensa, come buona soluzione ad arrestare la gente che butta un mozzicone per strada, mi viene in mente la seguente domanda: "La Lega a cosa serve?". A parte tuonare e lanciare saette contro gli stranieri, o veder Castelli presente un giorni si a l'altro pure ad un programma televisivo (un bellissimo esempio di settentrionale compeltamente dedito al lavoro), non riesco a capire quale significato abbia ancora la lega. Dobbiamo tornare al 1992, in piena era Tagentopoli. La Lega Nord ottiene un grande successo elettorale. I vecchi partiti (PSI, e DC) sono in crisi perchè appaiono finalmente per quello che sono: una nomenklatura di corrotti e corruttori. E' chiaro per tutti che quasi nessuno si preoccupa dell'interesse del paese che necessita di immediate riforme. Non solo. Nel momento di massima crisi dei vecchi partiti, la mafia, sotto la guida di Totò Riina fa esplodere bombe un pò dappertutto. L'indebolimento della vecchia nomenklatura è un problema anche per la mafia, che priva di un chiaro referente politico e timorosa che il cambiamento politico induca i vecchi politici a tagliar ei ponti con loro, cerca, ovviamente con il suo linguaggio fatto di violenza e morte, di indurre i vecchi referenti a mantenere i vecchi accordi. Non a caso, il 12 Marzo 1992 viene ammazzato a Palermo Salvo Lima, il referente di Andreotti per i bosso mafiosi.m In questa situazione di caos succedono due cose. Una avrebbe potuto portare a grandi riforme per il paese, e magari alla nascita di una nuova forma di stato repubblicano. L'altra, invece, avrebbe portato ad un peggioramento della forma dello stato. La prima strada, pur con tutti i suoi difetti, è stata intrapresa dalla Lega Nord. Nonostante gli evidenti limiti di natura culturale dei leader della Lega (non dimentichiamo il concetto di Padania che non ha alcun senso storico e culturale), tuttavia la Lega è stata voluta dal popolo italiano, o meglio, da una parte del poplo italiano, abitante soprattutto nelle regioni del nord Italia. Perchè questa gente ha deciso di votare Lega? Perchè indignata dalle ruberie dei politici del PSI e della DC, decidono di dare spazio a nuove forze politiche. Tra tutte, emerge la Lega con il suo slogan: "Roma Ladrona". Roma, ossia la classe dirigente politica italiana, esercita un potere autoritario e dispone a suo piacimento delle risorse dello stato, derivante dalle tasse pagate dai lavoratori italiani. Occorre, quindi, una nuova forma politica, ma, soprattutto, basta regalare i soldi delle tasse ai politici, che le usano per pagarsi i voti, invece di creare e migliorare i servizi al cittadino. Nel 1996 le tendenze autonomiste e indipendentiste della Lega raggiungono il massimo. Non solo si parla di un nuovo stato, detto Padania, ma nella sede leghista di via Bellerio a Milano, il 18 settembre 1996 si ha uno scontro tra la polizia di stato e alcuni militanti leghisti. E' un quell'occasione che l'attuale Ministro dell'Interno Roberto Maroni viene accusato di resistenza a pubblico ufficiale (ha morso il polpaccio a un poliziotto). La polizia venne mandata nella sede leghista in seguito alle indagini del Procuratore di Verona Guido Papalia, che ravvisò nella condotta dei militanti leghisti il reato di attentato contro l'unità dello stato, stabilito dal codice Rocco. E' interssante notare come nello stesso momento, in Italia si sia presentata una nuova forza politca, che è quella che ha dato origine all'altro percorso politico. Questa nuova forza politica è Forza Italia, il partito fondato in quattro a quattr'otto da Mister B. Sarebbe utile descrivere la fasi che hanno portato alla nascita di Forza Italia, ma questo sarà l'argomento di una prossima discussione. Comunque, Forza Italia non nasce per caso. Qualcuno sente la necessità di un nuovo partito in grado di annullare gli effetti secessionisti della lega. Soprattutto, il nuovo partito deve concentrare di nuovo il voto degli italiani che votavano prima PSI e DC e degli italiani del sud Italia. Forza Italia riesce ad imporsi nel 1994. Una martellante campagnia pubblicitaria tramite spot televisivi riesce nell'intento di dare a Forza Italia la maggioranza di voti. La Lega, assieme ad Alleanza Nazionale di Fini e al CCD, che è uno tra i tanti partitini residui della ex DC, si allea con Forza Italia creando il Polo della Libertà. Un grande vanto del centrodestra è di apparire come una coalizione compatta rispetto alla coalizione di centrosinistra. Ma nei primi tempi non fu proprio così. Dato che il primo governo Berlusconi fu affossato dopo pochi mesi proprio dalla lega. Sicuramente in quel periodo il rapporto tra le due forse politiche non fu tanto idilliaco, e i motivi sono chiari: l'obiettivo di Mister B è quanto c'è di più opposto a quello della Lega. Se la Lega rappresenta una forza centrifuga, Forza Italia e Alleanza Nazionale, adesso unito nel Popolo delle Libertà, sono forse centripete. La Lega è per la creazione di uno stato federale, il Popolo dell Libertà per uno stato centralista. Il progetto politico della Lega sarebbe il progetto migliore, rispetto a quello del Popolo delle Libertà, se non fosse per un unico, semplicissimo ed eevidente motivo: in un paese con amministrazione decentralizzata è più facile per il cittadino individuare il malfunzionamento nell'amministrazione pubblica. Semplice: basta fare un confronto con gli altri. Come mai a Milano gli ospedali sono puliti e funzionanti e a Catanzaro sono sporchi e inefficienti? Di chi è la colpa? Se l'ospedale di Catanzaro è retto dalla Regione Calabria, si va in mille, diecimila, centomila di fronte al palazzo della regione e si dice ai membri delle giunta di dimettersi. Quelli della giunta che fanno? Chiamano l'esercito italiano per difendersi? Non credo proprio. Il discorso cambia se le cose sono tutte gestite da una fantomatico centro, di cui il cittadino non sa nulla e, soprattutto, non ha modo di giudicarne l'operato, il modo con cui gestisce le sue tasse. E proprio le tasse sono il punto dolente per lo stato federale. E' chiaro che in uno stato federale, le tasse non possono più andare a Roma. Al limite una piccola parte va Roma, dove si amministrano le funzioni pubbliche rimanenti, quelle che non possono essere gestite dalle singole regioni (come ad esempio la difesa del territorio). Quanti uffici dovranno essere chiusi a Roma, per questo? Probabilmente migliaia di persone dell'amministrazione pubblica nei vari ministeri di Roma sarebbero licenziate in seguito alla nascita di uno stato federale. Tuttavia, credo che l'ostacolo più grande alla nascita di uno stato federale sia il controllo dei cittadini da parte dei poteri politici ed economici. Abbiamo detto che la crisi della vecchia nomenklatura ha messo in crisi anche la mafia. La mafia sarebbe in grado di esistere in uno stato federale? Penso di no, se le leggi che valgono in una regione non valgono nell'altra. Ad esempio, magari in Sicilia si fanno condoni a tutti i tipi di abusi edilizi, mentre nel Veneto si potrebbe procedere al sequestro a all'abbattimento. E' più difficile corrompere cento governi che uno solo. Lo stesso ragionamento vale anche a chi detiene il potere politico ed economico: una cosa è controllare uno stato centralizzato, in cui basta mettere pochi uomini fedeli al posto giusto per il controllo dell'intero sistema, una cosa è controllare cento diversi sistemi di governo, presenti in uno stato federalista. La Lega avrebbe potuto mettere in crisi un sistema centralista, ma non l'ha fatto, perchè? Difficile dirlo. Magari è solo una questione economica. Per mandare avanti un partito ci vogliono molti soldi e se devi farti aiutare da quei poteri che sono contro il federalismo, allora... Rimane il problema che la strada si è interrotta e che non ha più tanto senso, ora come ora, la sopravvivenza del partito leghista.

sabato 23 maggio 2009

Perchè la crisi non è visibile

Mentre negli Stati Uniti la crisi è visibilissima, dato che ci sono migliaia di persone che hanno perso il lavoro e sono rmaste sulla strada, in Italia la crisi, ora come ora, non è molto evidente. Perchè? Il motivo è che, sostanzialmente, in Italia una congiuntura di situazione ha fatto in modo che la crisi non si abbattesse come una scure così come è avvenuto nelgi Stati Uniti. Riassumiamoli brevemente:
1. Gli ammortizzatori sociali: a differenza degli USA, in Italia chi perde il posto di lavoro gode della cass aintegrazione. Bisogna sapere quanto dureranno questi ammortizzatori. Oltre alla cassa integrazione, lo stato paga le cure sanitarie, la scuola e le pensioni. Per quanto tempo ancora?
2. I genitori italiani. Ebbene si. senza le pensioni di babbo e mamma i giovani italiani con contratti a termine e lavori precari sono costretti a chiedere a 40 anni ancora aiuto ai genitori, mentre 20 anni fa a 20 anni uno già aveva un lavoro sicuro e una casa. Meno male che i genitori italiani fanno pochi figli. Usare la pensione per aituare 10 figli diventa duro.
3. L'evasione fiscale. Molti italiani, soprattutto che lavora autonomamente, si inventa i bilanci per apparire poveracci e pagare meno tasse. Questa è una storia vecchia, ma dato che Mister B è il primo che cerca di evadere le tasse, allora... Anche i condoni sono da considerare come sostegno contro la crisi.
4. Il lavoro nero. Molta gente, soprattuto nel sud Italia e gli extracomunitari lavorano in nero. Questo è una manna per le imprese che mantengono bassi i costi. Un pò meno per il lavoratori che, quando sarano vecchi, non avranno uno straccio di pensione.
5. Il lavoro interinale. Se uno ha un lavoro che dura tre mesi, rinnovabile per altri tre mesi, è un disoccupato oppure un lavoratore? Sicuramente rientra nel gruppo dei lavoratori. Tuttavia se il contratto non gli viene rinnovato, non puù chiedere il sussidio di disoccupazione. La disoccupazione è un diritto per chi ha un lavoro a lungo termine e poi, per vari motivi, perde il posto. Con i contratti a termine o a progetto, se uno perde il posto perde tutto. Bella cosa. Se i disoccupati si contano in base alle richieste dei sussidi di disoccupazione, è chiaro che il dato non sarà verosimile.
6. I pagamenti rateizzati. A differenza degli USA, in cui le banche concedevano mutui anche ai poveracci, indipendentemente dal fatto che avessero uno stipendio tale da permettersi di pagare le rate mensili, in Italia le banche sono state più accorte e stanno bene attente a concedere il mutuo a chi ha uno stipendio fisso mensile. Nonostante questo, al gente compra a rate e chissà quanti soldi deve spedere al mese in rate, oltre che in bollette, tasse sull'acua e sui rifiuti ecc... E' vero che con le rate gli acquisti diventano più facili, anche se poi si finisce sempre per pagare di più che con i contanti.
7. La disinformazione o la non-informazione. Non solo bisogna diffondere lo slogan: "La crisi è passata" ma bisogna evitare di raccontare quello che sta realmente avvenendo in Italia. Nonostante tutto, gli italiani riescono a percepire che il problema maggiore è la predita dei posti di lavoro. Non riescono ancor a percepire che è imminente la chiusura di scuole, ospedali, tribunali, carceri, università, caserme poichè lo stato non ha più soldi, a causa del debito pubblico, per finanziare l'amministrazione pubblica. Ovviamente i politici staranno ben attenti a ridursi gli stipendi. In questo caso, con quali soldi gli italiani si pagheranno l'istruzione, le cure sanitarie, la pensione?

Tutto questo serve e ritardare o attenuare le percezione della crisi. Se ci soffero dei politici matematici, sarebbero al lavoro pe cercare di trovare una soluzione ai problemi. Invece meglio la disinformazione per prendere tempo e procurasi un salvagente. Questa strategia porterà inevitabilmente al conflitto sociale. In questo momento chi comanda in Italia deve afforntare il seguente dilemma (che sicuramente sta affrontando Tremonti): debito pubblico, quindi tagli allo stato sociale, o mantenimento della garanzie sociali ai cittadini? Obama ha scelto la seconda opzione. E in Italia? Forse è meglio premunirsi comprando casco, tuta mimetica e fucile.