venerdì 19 giugno 2009

Sputtanamento nazionale

Noemi Letizia, Angela Sozio, Patrizia D'Addario, Sabina Began, Angela Matera, tutte donne che qualche mese fa nessuno o pochi concoscevano. Adesso sono sulla bocca di tutti solo per il fatto che hanno frequentato Mister B (chiamiamolo d'ora in poi Mister Big), e che hanno ottenuto qualche vantaggio da tale frequentazione. Probabilmente si creerà un impeachment per Mister Big, basato tutto su scandali sessuali. Si vedrà. A mio modo di vedere, Questo non è il modo di comportarsi di una persona che una volta diceva di "meritarsi una medaglia" per tutto quello che ha fatto. Ma che ha fatto Mister Big? Cominciamo a pesare, a misurare veramente la capacità di Mister Big. Se chiediamo all'uomo della strada come ha fatto fortuna Mister Big, questi risponderà: "Ha costruito il complesso residenziale di Milano 2, ha creato la prima TV nazionale privata, ha creato una holding finanziaria e poi è entrato in politica". Sembrerebbe tutto un percorso lineare: dapprima costruttore edile, poi imprenditore televisivo, infine manager di una società finanziaria e commericale, infine presidente del consiglio. Eppure...

Il babbo di Mister Big, Luigi Berlusconi, lavorava alla banca Rasini. In questa banca il babbo da semplice impiegato è diventato direttore generale. Sulla banca Rasini Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) dice al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: "In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti". Cioè la Rasini. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi fra il 1973 e il 1975 e che Berlusconi ha definito un "eroe". Per quanto riguarda la Edilnord, l'impresa edile con cui Berlusconi ha iniziato da solo a far fortuna, il 29 ottobre 1968 nasce la Edilnord Centri Residenziali Sas (una sorta di Edilnord 2). Al posto di Berlusconi, come socio accomandatario c’è sua cugina Lidia Borsani, 31 anni. E i capitali li fornisce un’altra misteriosa finanziaria luganese, la "Aktiengesellschaft für Immobilienanlagen in Residenzentren Ag" (Aktien), fondata da misteriosi soci appena 10 giorni prima della nascita di Edilnord 2. Berlusconi da questo momento sparisce nel nulla, coperto da una selva di sigle e prestanome. Riemergerà solo nel 1975 per presiedere la Italcantieri, e nel 1979, come presidente della Fininvest. Ma come? Non è Berlusconi l'artefice della sua fortuna? Perchè la sua impresa edile viene gestita da altri fin dagli inizi? E chi sono questi altri? Italcantieri nasce nel 1973, costituita da due fiduciarie ticinesi: "Cofigen Sa" di Lugano (legata al finanziere Tito Tettamanzi, vicino alla massoneria e all’Opus Dei) e "Eti A.G.Holding" di Chiasso (amministrata da un finanziere di estrema destra, Ercole Doninelli). Insomma, sembra che le società edili di Berlusconi, fino dagli inizi, invece di chiedere mutui alle banche (come farebbe una normale impresa) godono di particolari aiuti finanziari dalle banche della vicina Svizzera. E per quanto riguarda la TV? L'avventura inizia nel 1973 con una piccola TV via cavo "Telemilano" a Segrate. Nel 1978 nasce la Fininvest, il gruppo mediatico di Berlusconi. Nel 1980 nasce Canale 5, a cui si aggiungono Italia 1 (1982) acquisita dal gruppo Rusconi e Retequattro (1984) acquisita dalla Mondadori. Il problema è che la legge allora vietava le TV private a livello nazionale. Il 16 Ottobre 1984 alcuni procuratori di Torino, Pescara e Roma ordinano la chiusura delle reti Fininvest, ma Bettino Craxi, l'allora presidente del consiglio, appena 4 giorni dopo, il 20 ottobre 1984 con un decreto legge (strumento molto amato anche dal Mister Big politico) rende legali le reti Fininvest. Che bello avere degli amici che ti aiutano proprio nel momento del bisogno! Li avessi anch'io! Ma Mister Big non si accontenta dell'Italia. Decide di espandersi anche in Germania comprando una parte del gruppo Kirch (1995) che, però, va in bancarotta. Begli amici, i tedeschi! Non va tanto meglio con Francia e Spagna, paesi che non gli consentono di espandersi (perchè mai?). Come editore, il colpaccio Mister Big lo fa comprandosi la Mondadori a danno di De Benedetti. Diventa così proprietario di Panorama. Inoltre fonda giornali suoi come "Il Giornale", "Libero" e "Il Foglio". A "Il Giornale" c'era come direttore Indro Montanelli, una firma prestigiosa, che non era molto ben disposto a farsi mettere i piedi in testa da chicchessia. Mister Big decide di mandarlo via, per avere una gestione più "morbida" del giornale. Questa è un'altra caratteristica di Mister Big: non tollera chi li fa qualche piccola critica o chi espone un pensiero diverso. Proprio un caratteraccio! Forse è per questo che tutti i suoi collaboratori non brillano certo per iniziativa e si riducono al rango di semplici portavoce. Infine la carriere politica. Ci sono in campo grandi progetti, che oltre a includere il Ponte sullo Stretto (ma chi lo farà mai?) includono anche grandi riforme istituzionali. Si deve cambiare la costituzione, più poteri al presidente del consiglio, meno tempo per le discussioni e proposte di leggi in Parlamento (tanto bastano i decreti legge, come fece a suo tempo Craxi per salvare l'amico) e, soprattutto, meno poteri ai magistrati. Intanto ci facciamo un bel Lodo Alfano per evitare i soliti "fastidi" dai giudici. Ma la disoccupazione, la crisi nella pubblica amministrazione, il debito pubblico, l'immigrazione clandestina, il terrorismo, il problema energetico, la riduzione delle nascite, ecc... dove li mettiamo? Non dovrebbero stare al primo posto dell'agenda dei lavori? Mah! Misteri d'Italia. Intanto pensiamo a dare lavoro a quelle povere ragazze che fanno le veline, partecipano al grande fratello o alle fiction televisive. Magari le diamo un ministero o un posto all'Europarlamento. Qualcuno definisce questo nuovo cursus politico "Mignottocrazia". Ma forse non è il termine più giusto. Ormai Mister Big ci ha insegnato che non necessariamente chi prende i voti è colui che comanda. Come si dice: "prendi i voti e scappa", magari sullo yacht o sulla villa in Sardegna di Mister Big a spese dello stato. Mettiamo come candidati dei manichini o dei fantocci. Tanto la gente italiana è stupida, e un nome vale l'altro. Così come, agli inizi, nella Edilnord un imprenditore valeva l'altro. Ma di chi è, allora, la regia di tutto, se tutti sono sostituibili e chiunque può rimpiazzare l'altro? Qui Gelli docet. Comunque se tutto questo basta per meritarsi una medaglia... povera Italietta...

giovedì 18 giugno 2009

Geopolitica italiana

Di fronte alla necessità di superare la crisi economica, si pone come centrale la capacità geopolitica della classe dirigente italiana. Detto in parole povere, l'Italia deve essere capace di "succhiare" capitali dall'estero. Se osserviamo bene in giro e cerchiamo di capire come funzionano le cose, invece di limitarci a vedere gli show della De Filippi, scopriamo che ogni paese ha sempre cercato di definire un ben definito ruolo internazionale. Dopo il crollo del muro di Berlino, che vedeva un mondo diviso a metà più un non precisato terzo mondo, adesso, nell'era della globalizzazione, diversi paesi hanno cercato di ritagliarsi un nuovo assetto geopolitico. Il risultato è la fine della superiorità USA. Lo si vede bene con Chavez nel Venezuela. Nonostante i reiterati tentativi di golpe, è ancora saldamente al potere, diversamente da quello che accadde ad Allende. I due personaggi politici sono fortemente diversi tra loro. Alla cialtroneria del primo si contrappone la serietà del secondo, però il secondo ha avuto la sofrtuna di insediarsi in piena guerra fredda, e il rischio della formazione di stati socialisti nel sud america era troppo pericoloso per gli USA per non reagire in qualche modo. Ma al di là di questo, oggi cabbiamo da fare i conti con la Russia, la Cina, l'India e il Brasile. Paesi giganteschi e con notevoli problemi al lror interno, ma sicuramente sempre più agguerriti e influenti dal punto di vista geopolitico. La Russia si caratterizza come il fornitore privilegiato di gas all'Europa. E' probabile, però, che cercherà di fornire energia anche alla Cina, che cercherà sempre più di imporre i suoi prodotti in Europa eUSA, così come l'India e il Brasile. Tutti, insomma cercheranno di "succhiare" capitali da Europa e USA. L'USA è già nel mezzo della tempesta, visto il suo enorme deficit commerciale. A breve potrebbe entrare l'Europa. E L'italia? L'Italia del boom economico era una paese succhiatore. Vendeva prodotti di buona qualità a poco prezzo. Adesso i prodotti, che prima erano fatti in Italia, vengono fatti in altri paesi, come la Romania. Quindi le ditte italiane si arricchiscono, ma i capitali dove vanno a finire? Una parte di questi capitali viene usata per pagare stipendi a degli italiani? Forse si potrebero obbligare le ditte italiane che producono all'estero a comprare titoli italiani, in modo che lo stato usi i soldi per pagare gli stipendi a chi ha perso il lavoro perchè la ditta si è trasferita all'estero. Una strategia del genere venne usata dal Reich nazista tedesco. Se devi produrre, produci in patria. Se vuoi produrre all'estero, devi pagare un indennizzo alla patria, dato che non offri posti di lavoro. Bisogna considerare che i nazizsti ebbero successo in quento riuscirono a debellare la piaga della disoccupazione nella Germania d'allora. Forse questo potrebbe capitare anche in Italia. Chissà. Ma probabilmente no. L'Italia, come gli USA, vedrà incrementare il suo deficit commerciale e la disoccupazione. Siccome non abbiamo politici stile Obama, si creerà una pericolosa situazione di disagio sociale con probabili effetti involutivi. Bisogna, in qualche modo pensare ad escogitare un metodo per "succhiare" soldi dall'estero. Ecco alcune voci: turismo, trasporti, nuove tecnologie, nuovi farmaci e perchè no, università internazionali, capaci di attirare studenti stranieri. Ma chi saprà organizzare tutto questo, la Brambilla?

Definizioni politiche

Nonostante l'appoggio dei leghisti a Mister B, il ruolo di quest'ultimo risulta sempre più compromesso. Non parlo tanto degli scandaletti delle attricette, che è tutta una manovra conveniente anche a Mister B. Purtroppo siamo in Italia e non negli Stati Uniti. Negli USA se si venisse a sapere che Obama ha un'amante, dovrebbe dimettersi. Anche Clinton ha fatto fatica a rimanere fino all'ultimo. In Italia se uno organizza orge e party con minorenni, non si tratta di "reato" o "condotta scandalosa", bensì di "personalità gaudente". Più duri sarebbero i giudizi se invece si parlasse dei rapporti di Mister B con la mafia tramite Dell'Utri e Mangano e dei tentativi di corruzione tramite Previti. Comunque, a parte questo, vediamo un pò cosa sta succedendo agli equilibri politici italiani. I leghisti sono in un "cul de sac". Odiano Mister B, ma nello stesso tempo non possono farne a meno. Forse ora sperano, con l'accresciuto consenso popolare di avere a che fare con una persona più malleabile. Il problema ora però è un altro. I leghisti sono contro l'assistenza sociale, ma con l'aumento della disoccupazione (siamo al 10%, ciò significa che ogni italiano su dieci che vedete in giro non ha lavoro), avranno anche loro tempi duri. Non è più l'extracomunitario a rubare il lavoro, bensì è un modello di capitalismo fallito. Bisogna pensare a un nuovo modello. Se qualcuno pensa sia così difficile stabilire un nuovo modello, basta guardare all'Ikea che continua a creare nuovi centri commerciali. Perchè di fronte alla crisi globale, l'Ikea prospera? Semplice: si ottimizza il tempo. Ho bisogno, supponiamo, di un nuovo tavolo da cucina e di 4 sedie, vado da Ikea che fa mobili con legno vero, scelgo, compro, carico in auto e porto in casa. Faccio tutto io, alla fine spendo meno e i tempi li decido io. E ho quello che voglio. Un pò come la storia delle pompe di benzina. All'estero non esistono i benzinai. Ognuno fa benzina da solo. Per cui non è necessario assumere tanta gente. Con il fai da te si riducono i costi e si ottimizzano i tempi. Non devi dipendere da nessuno e decidi te il come e il quando. Perchè sprecare il tempo? In Italia si spreca il tempo (basta chiedere a chi sta ore fermo incolonnato in mezzo al traffico) per niente. All'estero si cerca di ottimizzare il tempo per ridurre gli sprechi. Come bisogna risparmiare tempo, così bisogna risparmiare sulla spazzatura. Quanto costa buttare via la spazzatura? Perchè non inventare metodi di riciclo? Perchè non fare prodotti che possono essere interamente riciclati? Perchè le borse della spesa non possono essere in cotone, invece che di plastica? Le compri una volta e le usi più volte? Siamo stati abituati al consumismo usa e getta. Ora si devono fare affari in altro modo. E ci sono settori che possono espandersi. Basti pensare all'espansione del turismo con i voli low-cost. Invece di fare i mega alberghi di cemento, perchè non tanti bungalow di legno in mezzo al verde con due stanze (soggiorno con mini cucina e stanza per dormire) e bagno? La ditta produttrice di casette in legno farebbe affari e darebbe lavoro a tanta gente. E il legno sarebbe perfettamente riciclabile. Purtroppo occorrerebbe un sistema che incentivi la libera creatività in questo tipo di settori, invece si ritorna ai soliti palazzinari e ai soliti inquinatori. E' possibile creare piccole utilitarie che costano 5000 euro? Motori per auto che inquinano e consumano di meno? Perchè si continuano a fabbricare SUV, nonostante il costo della benzina? A chi giova tutto questo? Perchè non un capitalismo che giovi a noi? Un capitalismo che ci permetta di ridurre sprechi e che ci facilit la vita? In realtà se compriamo un'auto, quest'auto è stata costruita e progettata da altri, che hanno obiettivi e interessi diversi dai nostri. Perchè non fare per l'auto quello che si potrebbe fare per la casa? Io decido il tipo di auto e tu me la costruisci (ovviamente i pezzi sarebbero pezzi standard, ciò che cambia è il modo di assemblarli). In questo modo io produco ciò che vendo e si evitano gli sprechi. Tutto questo non fa parte della filosofia di Mister B e dei leghisti, che non sanno che pesci pigliare, mentre altri del PDL non vedono l'ora di tornare alla ribalta. Ma a sinistra non va meglio. Si pensa ai poveracci, senza tenere conto che tutto il sistema deve essere riformato perchè anche i poveracci stiano meglio. Invece si è arrivati al collasso del ssitema produttivo. Si hanno meno soldi e si compra di meno. Si vende di meno e si ottengono meno soldi. E' un serpente che si morde la coda. Occorre una nuova visione politico-economica (ora l'unico politico che la rappresenta bene è Obama, nonostante le difficoltà) e, soprattutto, una certa dose di coraggio. Questi due ingredienti mancano del tutto nella classe dirigente italiana.

martedì 9 giugno 2009

Contro i bipartisan

Dopo le elezioni, anche se alle amministrative il centrodestra canta vittoria contando il numero di provincie e comuni conquistati o ancora da conquistare con i ballottaggi, sebbene il voto a un politico locale ha motivazioni diverse rispetto al voto a un politico nazionale o europeo, emerge il problema del nuovo assetto politico da dare all'Italia. Non so se i sondaggi davano pirma al 50% il PDL. Se fosse così, bisognerebbe licenziare chi li ha fatti, o non pagargli il contratto. Non so se veramente, da come si dice in giro, la stampa di Mister B ha tenuto nascosot la vendita di Kaka al Real. Mister B prende in giro pure i tifosi del Milan! No so se dalle pagine di cornaca dei tg e dei giornali sono state tolte, o minimizzate, le notizie degli stupri a Roma, sotto il governo del centro destra. Sta di fatto che dai risultati elettorali emerge che il PDL è pò meno simpatico. E dato che il PDL si incarna in un'unica figura, ciò significa che il pifferaio non riesce più a suonare bene il suo flauto. Non c'entra l'astensionismo, anche se questo è un altro dato rilevante delle elezioni che discuteremo in seguito. Al sud e nelle isole il motivo per cui il pifferaio è meno simpatico è chiaro: dacci i soldi. Niente soldi, niente voti. Visto che il sud è fondamentalmente poco produttivo, e deve essere sempre in qualche misura assistito, se non gli si da un pò di gas, non si va avanti. Il dato più eclatante è la Sicilia. Con Cuffaro tutti i seggi avevano votato Mister B. Ed ora? Nel Nord si preferisce la Lega. Forse qualcuno pensa che la xenofobia della gente abbia favorito la lega. In realtà non è proprio così. L'arma principale della Lega, al Nord, è il federalismo. Federalismo significa, o dovrebbe significare, fare in modo che le tasse vadano al comune o alla regione in cui si vive e che non vengano invece usate per chissà quali altri scopi. Quando si sente dire che nel trentino la regione ti paga il 50% del mutuo casa a fondo perduto e che là i servizi funzionano (ospedali, scuole, strade, ferrovie, ecc...) è comprensibile che chi lavora e paga le tasse desideri ricevere lo stesso trattamento. Il federlismo, però, come abbiamo detto, va conto il centralismo statale, che non è prerogativa del PD, come dice Mister B. Anche Mister B è per il centralismo statale, ma per uno stato assente, uno stato che smette di assistere le regioni del Sud e che non da i servizi che si meritano le regioni del Nord. Mister B poi è bravo a correre e a farsi vedere a Napoli per il problema monnezza e a L'Aquila per il disatro del terremoto. In questo modo si fa credere alla gente che lo stato è presente. Ma è meglio avere un presidente del consiglio assente che alla fine caccia soldi veri, o un presidente sempre presente, ma che non ha ancora cacciato un euro? Si tirino fuori i soldi e si dia inizio ai lavori. Cosa è venuto a mancare a Mister B. E' venuto a mancare il sostegno dell'immagine. Cercare di tamponare, come dicevo, il "vero fare" con il "finto fare" ossia con immagini di attività che non corrispondono ad azioni reali, alla fine è risultato una strategia fallimentare.

Per il PD è andata peggio, perchè non è né carne, né pesce. Non si sa quali siano i programmi del PD. Non si dimostra come valida alternativa del PDL. Cerca di togliersi di dosso i partitini di sinistra, ma questi riescono lo stesso a racimolare voti. Chi è di sinistra non intende certo dare voti al PD. Chi è al centro non intende dare voti al PD perchè teme che il PD sia ancora di sinistra. Mentre l'IDV accoglie consensi perchè ha manifestato una sua chiara identità, il PD ha assunto sempre più un'immagine amorfa. E' meglio che i dirigenti del PD si sveglino, altrimenti fanno la fine della vecchia DC.

L'UDC diventa sempre più l'ago della bilancia. Bisogna vedere se quelli dell'UDC accettano (come sembra molto probabile) l'alleanza con il PDL. Un'alleanza difficile, visto che Lega e UDC non si vedono di buon occhio. Occorre dire, però, che l'UDC, a parte il tema della famiglie (caro a Casini che si fa fotografare con i bimbetti), non ha mai mostrato un programma attendibile su come affrontare la crisi economica. E' probabile che molti di quelli che hanno optato UDC in realtà fossero voti di persone che non vogliono votare PDL o PD.

C'è però un altro dato interessante, e qui mi collego al tema dei referendum. Il 20 e 21 giugno si dovrebbe votare per tre referendum. In poche parole votando si viene abrogata la norma che da il premio di maggioranza all'intera coalizione di partiti che ottengono più voti per la camere (primo referendum), per il senato (secondo referendum) e la norma che permette l'iscrizione dei candidati in più circoscrizioni (terzo referendum). Le norme più probelmatiche sono la prima e la seconda. Se passa il si, il premio di maggioranza viene dato al singolo partito che ottiene più voti. Per questo Lega, IDV, UDC ed altri partiti minori sono contrari a questo referendum. Dato che l'ultimo referendum che ha raggiunto il quorum è del 1995, i contrari al referendum consigliano agli italiani di astenersi dall'andare a votare. Così il referendum non raggiunge il quorum e tutto rimane com'è. Il promotore del referendum è il Sentaore Mario Segni, convinto sostenitore del bipartitismo. A parte il fatto che i risultati elettorali dimostrano che gli italiani non credono nel bipartitismo, dobbimao considerare che, a livello nazionale, quasi il 21% dei voti è andato a partiti di liste locali o nazionali che non hanno raggiunto il 4%. il più il 35,3% di italiani non è andato a votare. Ciò significa che, se sommiamo la percentuali di chi non è passato e di chi non ha votato, il 56% di italiani non è rappresentato nel parlamento europeo. In altri termini il parlamento europeo rappresenta effettivamente soli il 44% di italiani. Se vincono i si al referendum, c'è il rischio che il parlamento italiano perda la sua funzione principale: rappresentare appunto il popolo italiano. Il voto proporzionale garantiva abbastanza efficacemente la rappresentatività del parlamento. Il sistema maggioritario, invece, va contro la rappresentatività. Il sistema maggioritario è in voga nei paesi anglossassoni, dove il rapporto tra stato e cittadino praticamente non esiste. Negli Stati Uniti e in Inghilterra lo stato non si occupa del cittadino, lo stato non è altro che un amministratore che deve far funzionare la cosa pubblica. Non a caso anche negli Stati Uniti e in Inghilterra ci sono perecentuali alte di astensioni al voto. In Italia, così come nell'Europa continentale, lo stato deve occuparsi del cittadino. Il cittadino ha tutto l'interesse, quindi, a mandare in parlamento quelle forze politiche che più curano i suoi interessi. E più è complessa la società, più aumentano e si differenziano le forze politiche. Segni non ha capito due cose: 1. In Italia il maggioritario non funziona perchè chi vota ha interesse a ricevere qualcosa in cambio; 2. L'Italia non è un paese omogeneo e la sua eterogeneità sta aumentando. I musulmani, in Italia, per chi dovrebbero votare? La gente di colore, in Italia, per chi dovrebbe votare? I giovani, in Italia, per chi dovrebbero votare? Nei paesi anglossassoni il voto ha un significato più astratto. Obama è stato votato perchè rappresentava il cambiamento. In Italia, forse qualche tempo fa, era così. Adesso non esistono più questioni ideologiche (valori cristiani contro valori comunisti, Don Camillo vs. Peppone). Adesso si vota per avere un lavoro stabile la possibilità di acquistarsi una casa. Segni è destinato ad uscire di scena.

lunedì 8 giugno 2009

Italia allo sfascio

Come avevo detto nel blog precedente (Italia in europa), e come adesso titolano a caratteri cubitali i maggiori giornali, il sogno del bipartitismo è naufrgato. PDL e PD non riescono a racimolare i voti necessari per poter dire alle altre forze politiche "adesso comandiamo noi". Il PD perde di più del PDL, tuttavia ci sono alcune nalisi interessanti che si possono fare. Individuiamo, come ha fatto "Repubblica", 5 aree di voto: nord-ovest, nord-est, centro, sud e isole. Consideriamo i primi 5 partiti: PDL, PD, Lega Nord, IDV e UDC. Il testa c'è il PDL. A seguire PD, Lega, IDV e UDC. Vediamo però, nel caso della Lega, che quest'ultima è terza nel nord-ovet e nel nord-est, ma ultima nel centro, al sud e nelle isole. Chiaramente la Lega ormai è il partito del nord. Vediamo che l'IDV va bene al centro e al sud dove è terzo. L'UDC va bene nelle isole dove è quarto, mentre l'IDV è quinto. Nelle isole, soprattutto in Sicilia, la fa da padrone l'MPA di Lombardo. Complessivamente La destra e l'MPS sono terzi nelle isole. Ora arriviamo ai primi due partiti. Il PDL è sicuramente in testa nel nord-ovest, al centro al sud e nelle isole, mentre nel nord-est è quasi un testa a testa tra PDL e PD. Mentre la Lega ha una percentuale di voti costante tra nord-ovest e nord est, poco più del 19%, il PD passa dal 23% al 28% dal nord-ovet al nord -est. IDV e UDC hanno una percentuale di voti costante al nord-ovest, al nord-est e al centro, ma la loro prestazione sale al sud e nelle isole. Il Pd cala al nord-ovest, al sud e nelle isole. Il PDL cala al nord-est e nella isole. Ecco le interpretazioni:

1. Probabilemnte nel nord-est c'è un problema lavoro. Se PDL e Lega si sono fatti vanto nella riduzione dell'immigrazione clandestina, probabilmente adesso dovrebbero considerare il problema lavoro. Sappiamo che nel nord-est prevale la piccola impresa, che ha maggiori difficoltà ad affrontare la crisi economica globale. Soprattutto il PDL non è in grado di trovare favore nell'elettorato del nord-est.
2. Il centro e il sud sono il punto di forza del PDL. Per il PD solo il centro. Si osserva però l'avanzata nel sud di IDV e UDC. L'emorragia di voti del PD nel sud è spiegabile con l'avanzata di IDV e UDC. Al centro l'emorragia riguarda di più il PDL. Si osserva anche una lieve avanzata dei partiti di sinistra (PRC-PDCI al centro e Sinistra e Libertà al sud). C'è un'insoddisfazione della gente nei maggiori partiti che si riversa nel voto verso IDV e UDC, principalmente. Forse anche qui la crisi economica induce la gente a trovare altre alternative.
3. Nelle isole si registrano due dati importanti. In primis il forte astensionismo (meno del 50% è andato a votare). Va bene che si tratta del parlamento europeo, però, probabilmente, è venuta anche a mancare una precisa indicazione di voto. Il PD perde, ma perde di più il PDL. In Sicila riprende la tendenza centrifuga, dovuta al fatto che probabilmente sono arrivati meno soldi di quelli promessi (e in una regione, che ha il maggiore numero di dirigenti nella pubblica amministrazione, questo conta). Non a caso adesso c'è l'emergenza spazzatura a Palermo. In Sardegna lo spostamento del G8 dalla Maddalena a L'Aquila avrà sicuramente scontentato qualcuno. Qui il problema è il mancato afflusso di denaro necessario a far girare l'economia di Sardegna e Sicilia.

I due partiti maggiori sono in affanno. Il PD sicuramente più del PDL, dato che non ha ancora trovato una sua identità (sinistra o centro?). Il PDL, però, perde colpi. Non arrivano i soldi al sud e al nord la gente perde lavoro. IDV e UDC convincono di più, probabilmente per l'insistenza sul tema della legalità dell'IDV e sul tema della famiglia dell'UDC. La Lega fa man bassa di voti, ma solo al Nord.

In conclusione, al di là delle gisutificazioni che lasciano il tempo che trovano, come quella dell'astensionismo, si sta ritornando alla situazione di scollamento del 1992. Mentre allora il prevalere della frammentazione politica era dovuto all'azione della magistratura, adesso è dovuto all'incapacità dei due maggiori partiti di affrontare la crisi economica. La gente comincia a guardarsi attorno per trovare risposte da qualche altra parte. Ed è anche probabile che qualcuno si sia stancato ed abbia deciso di non andare più a votare perchè non ha più la speranza di trovare una risposta dai politici italiani.

Per quanto riguarda gli altri paesi europei, è chiaro che l'Europa sta stancando. La gente non vede l'utilità di un'Europa unita. L'unico modo, secondo me, per uscirne sarebbe quello di elaborare un nuovo piano energetico per ridurre inquinamento e costi dell'energia e l'Europa dovrebbe dare soldi a chi desidera innovarsi e, anche, dare soldi per migliorare l'assistenza sociale alla gente disocupata o che non trova lavoro. Utopia? Sicuramente si.

Un'ultima cosa: chi va da Gelli a chiedergli di trovare un altro in grado di ricostituire l'unità d'Italia?

giovedì 4 giugno 2009

Italia in Europa

Tra un pò ci saranno le elezioni per il parlamento europeo. In concomitnza alle europee ci saranno anche le elezioni per alcuni comuni e provincie. Quello che si può registrare dalla campagna elettorale è la pochezza e la mancanza di prospettive e di programmi sensati della classe dirigente italiana. Sia a destra che a sinistra. Nonostante il tentativo di centralismo di Mister B, la politica italiana continua a manifestare una propensione allo sfaldamento. Anche se c'è lo sbarramento al 4%, vediamo, oltre al PDL altri tre partiti di destra e oltre al PD altri 2 partiti a sinistra, oltre a IDV, UDC, Lega, Pannella e altre listine. Questo significa, nonostante l'obiettivo di Rinascita Democratica della P2 di Gelli, che la società italiana non riesce ad esprimere una coesione d'intenti. Il bipartitismo non è adatto alla società italiana, perchè agiscono forze disgregatrici di varia natura. Non si tratta solo di differenze tra Nord e Sud. Adesso abbiamo le differenze tra italiani ed extracomunitari, tra giovani ed anziani, tra occupati e disoccupati, tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori precari e così via... Non c'è da stipirsi se, alla fine, sia difficile ritrovare una coesione d'intenti un'unità sociale che Napolitano, giustamente, vede sempre più diminuire. Ora come ora non ha più senso l'unità d'Italia e l'unità dell'Europa. La crisi ha manifestato la debolezza del Sistema, un Sistema che si teneva unito sulla base dell'illusione di una crescita continua. Sappiamo tutti che la ricchezza di uno stato dipende da pochi fattori, il più importante dei quali è l'esposrtazione di prodotti in altri paesi. Se la bilancia commerciale di un paese è in attivo, allora attiriamo capitali da altri paesi e manteniamo alto il PIL. E' quello che sta facendo ora la Cina, così come aveva fatto l'Italia durante il boom economico degli anni '60. Altrimenti attiriamo capitali dall'estero sottoforma di depositi bancari e investimenti finanziari. E' quello che hanno fatto gli Stati Uniti (e anche la Gran Bretagna) per mantenere alto il proprio PIL mentre la Cina stava diventando il principale produttore mondiale di merci. E' ache quello che stiamo facendo noi con i capitali di Gheddafi. O quello che hanno fatto i tedeschi con i russi, tramite Magna, per mantenere aperti gli impianti di Opel. Se non otteniamo soldi vendendo, allora ce li facciamo prestare dagli altri. Però, poi, dobbiamo restituirli. In Italia bisognerebbe rivedere le politiche future di sviluppo per sapere se si può, in qualche modo, far tornare in attivo la bilancia commerciale, e generare un sitema economico in grado di attirare capitali stranieri. In quest'ultimo caso in Italia non dovrebbe più essere valida l'equazione: italiano = mafioso. Il caso Noemi è preoccupante non tanto per le frequentazioni o lo stile di vita di Mister B, quanto per il fatto che Mister B non esita a mettere come candidate veline o attricette. In questo caso è sicuro che il rapporto di Mister B con le donnine diventa anche un fatto che deve interessare il cittadino. Quale competenza deve possedere un candidato alle elezioni? Dobbiamo votare cani e porci? La Brambilla faceva le trasmissioni di Medail (ve li ricordate i "Misteri della notte"?). In una puntata si vede la Brambilla portare al guinzaglio due uomini. Questo significa che ha acquisito competenza nella gestione dell'industria turistica? E la Carfagna? Basta fare 12 pose per un calendario ed essere l'assistente della trasmissione di Mengacci per diventare un ministro competente? Una volta si diceva che bisognava studiare e molto per diventare competenti e professionali. Adesso basta partecipare al grande fratello, fare un calendario o alcune puntate di una trasmissione di Mediaset per essere ministri. Non a caso gli insegnanti si lamentano perchè c'è il rischio che ai prossimi esami vengano bocciati più della metà degli studenti. Per fare carriera politica non c'è niente di meglio che essere ospiti in un programma della De Filippi. A cosa serve studiare? L'idea che ora domina in politica è fare in modo che la gestione sia in mano di pochi (anzi pochissimi) e tutto il resto è solo scena. Per questo proliferano attricette e veline. Se bisogna far scena, almeno facciamola bella.

lunedì 1 giugno 2009

Il cittadino solitario

Se qualcuno avesse visto la puntata di report di ieri sul problema dell'urbanizzazione e dello sfruttamento del suolo italiano per l'edilizia, ieri sera, avrebbe potuto trarne utili indicazioni. In poche parole, i palazzinari comprano terreni agricoli attorno alle città, soprattutto quelle più densamente popolate come Roma e Milano, poi costruiscono le case e le vendono. Risultato? Vediamo le periferie delle città italiane ingrandirsi a dismisura, vediamo scomparire la campagna tra una città e l'altra e vediamo i cittadini italiani essere costretti a fare una vita d'inferno. E' un pò come essere negli Stati Uniti: si costruiscono le città a misura d'auto. Il problema è che se tutti usano le auto le strade s'intasano e si rimane bloccati nel traffico. Anche il trasporto pubblico ne risente. La gente normale cha va a lavorare deve svegliarsi alle 4 di mattina per arrivare alle 8 al lavoro. Si impiega meno tempo ad andare da Roma a Londra in aereo che a spostarsi dalla perifereia di Roma al centro. Bisogneebbe costruire nuove strade, e queste vengono costruite usando i soldi delle nostre tasse. Non solo. Il bravo Tremonti per fare cassa decide di vendere le case contruite dagli enti pubblici. Si istituisce una società privata che spende e spande in consulenze per poi non riuscire a vendere. Perchè? Ma perchè le case sono vecchie e chi le dovrebbe comprare (pensionati, gente con lavoro precario o con contratti a termine, operai, ecc...) non ha i soldi necessari o ha problemi a chiedere mutui. Risultato? Poche vendite e tanti debiti. Questa è l'abilità dei politici italiani. Forse qualcuno ha dimenticato la pubblicizzazione che Tremonti fece a suo tempo alle cartolarizzazioni, sostenendo che grazie ad esse il governo avrebbe guadagnato senza aumentare le tasse. Alla fine, in un modo o nell'altro le tasse aumenteranno perchè non c'è via d'uscita, vista l'incapacità di gestire il patrimonio pubblico dei politici. Alla fine hanno guadagnato i soli furbetti del quartierino i palazzinari. A loro si da la possibilità di fare soldi, mentre al cittadino non rimane che vivere in una città squilibrata, disorganizzata e senza servizi. Il cittadino è solo e nessuno pensa per lui. Che si fa? Ecco una possibile soluzione. Lo spazio urbano della città viene diviso in quartieri. Per ogni quartiere si indice una consiglio di quartiere. I consigli di quartiere esistono adesso e ognuno di noi dovrebbe anche eleggere il presidente del consiglio di quartiere. L'obettivo dei consigli di quartiere è far conoscere all'amministrazione cittadina i problemi della gente normale che vive nella città e far conoscere alla gente quali sono i piani della classe dirigente per lo sviluppo futuro della città. In questo modo c'è un dialogo, una discussione tra cittadini e amministrazione politica della città. Basta anche una riunione del consiglio all'anno e ciascun cittadino deve partecipare, eleggere il proprio rappresentante di quartiere che si fa carico delle esigenze dei cittadini e che si preoccupa, anche, di far conoscere all'amministrazione i problemi della gente. Si vuole una metropolitana? Un giardino pubblico? Un asilo nido? Si vuole un miglioramento dei servizi pubblici? Ecco che nel consiglio di quartiere si mettono sul tavolo tutte queste esigenze e si aspetta la risposta dell'amministrazione, che deve essere chiara e trasparente. Basta inciuci tra sindaci e assessori e palazzinari. In Italia non servono nuove case. Bisogna ristrutturare quelle vecchie, in modo da renderle meno dispendiose in termini di consumo energetico, e favorire la diffusione dell'energia rinnovabile some solare ed eolico. In ogni casa dovrebbero esserci i pannelli solari di giorno e in ogni città dovrebbero esserci pale eoliche per la notte. Un importante risultato sarebbe la riduzione del consumo di petrolio, gas, carbone e la riduzione dell'esigenza di energia nucleare, che ha come effetto collaterale il problema dello smaltimento delle scorie radioattive. Inoltre, se si rende necessaria la costruzione di un nuovo quartiere, i palazzinari devono farsi carico anche del trasporto pubblico. Vuoi guadagnare vendendo case? Allora costruisci anche un nuovo tratto di metropolitana o di strada. Quindi si può fare una legge: in un quartiere non si costruiscono nuove case se non c'è l'assenso del consiglio di quartiere. E niente deroghe. Scommettiamo che così lo sviluppo delle città sarebbe meno caotico?