giovedì 25 marzo 2010

Elezioni inutili

siamo a pochi giorni dalle elzioni regionali, ennesimo banco di prova della capacità dei partiti politici di riuscire a smuovere un po' d'italiani. In Francia le ultime elezioni non sono andate benissimo, nel senso che il 53,6% dei francesi non sono andati a votare. Succederà anche in Italia, dove le tribune politiche hanno registrato uno share di appena il 2%? Ultimamente si registra una dato che la classe politica italiana fa fatica a considerare: la continua frammentazione e disgregazione dell'Italia. Non si tratta solo di casi in cui politici di un partito si spostano nell'altro. Si tratta del fatto che si cerca, in qualche modo, di lasciare la nave prima che affondi. Probabilmente Fini abbandonerà il PDL, forse Casini acquisirà nuovi personaggi politici, e tutto perchè manca una reale capacità progettuale. I pochi soldi rimasti in cassa verranno presi da quei politici che hanno le mani in pasta dappertutto. Intanto aumentano i disoccupati e diminuiscono i consumi. Il PIL si abbassa e il debito si alza. Infine qualcuno (i tedeschi) in Europa cerca di prendere provvedimenti, in quanto si rendono conto che è meglio chiudere la stalla prima che i buoi scappino. Sarà un problema, dato che in Europa non si vorrebbe che qualche nazione prendess ela leadership a scapito di altre nazioni. La lotta, però, si svolge su numeri e soldi, per cui i trucchetti italiani (non abbiamo depenalizzato il falso in bilancio?) non potranno essere facilmente applicati, così come non basta agli attaccanti delle squadre italiane in Champions League simulare il fallo in area per ottenre il rigore. E' una mentalità perdente, alla lunga, ma chi se ne importa, soprattutto per coloro che hanno conti off-shore? Per quanto riguarda le elezioni, visto che anche questa volta i problemi importanti sono trascurati per ribadire che la colpa è sempre dei soliti comunisti, visto che abbiamo un partito dell'amore, ma, come si sa, chi non lavora non fa l'amore, tecnicamente siamo ad un punto zero. Occorre scrollarsi di dosso una certa mentalità e un certo modo di fare italiano. Bisognerebbe:
1. rispristinare appieno la funzionalità delle cariche pubbliche, abolendo i doppi (tripli, quadrupli, ecc...) incarichi.
2. fare in modo che un incarico pubblico duri per un periodo limitato di tempo.
3. garantire piena funzionalità e responsabilità degli incarichi pubblici, per evitare sempre il fenomeno dello scaricabarile. Ogni incarico ha precise funzioni: chi non le svolge o le svolge male ne dovrà subire le conseguenze.
4. fare in modo che l'accesso agli incarichi pubblici non sia condizionato dall'appartenenza ad un dato gruppo od organizzazione.
5. vigilare sulla moralità e sulla onestà di chi si propone per ricoprire un incarico pubblico.
6. fare in modo che il cittadino possa conoscere l'identità, la professionalità, il curriculum di tutti coloro che ricoprono incarichi pubblici.
Magari tutti sono d'accordo su questi punti, però, finora,
tutti questi punti vengono violati, senza che qualcuno ne faccia chiara menzione. E allora? Di chi o che cosa dibbiamo lamentarci? Sento che è arrivata la primavera e, sicuramente, questo weekend farò qualche scampagnata.

domenica 21 febbraio 2010

De-moralizzazione

In Italia, ormai, siamo de-moralizzati, non nel senso che ci sentiamo giù di corda, bensì nel senso che non esiste più la morale. Ognuno di noi può ammazzare la propria madre o i propri figli, tanto che non vale più la pena di scandalizzarsi. Scopriamo che dietro la Protezione Civile c'è un gruppo di amici degli amici che non vede l'ora di paorfittare dei disastri ambientali per fare soldi, soprattutto in tempi di crisi. Spendiamo un sacco di soldi alla Maddalena per il G8 e cosa otteniamo, alla fine? Un'altra opera incompiuta e. intanto, il centro de L'Aquila rimane un cumulo di macerie. Si costruiscono New Town, ma nessuno pesa a recuperare il centro storico. Probabilmente Mister Big, orgnizzando il g8 a L'Aquila pensava che le altre nazioni si sarebbero sobbarcate il costo dell'impresa. Vana speranza. Intanto il lupo perde il pelo ma non il vizio, come si dice, e nelle imminenti elezioni regionali compare il nome di un'altra ex show girl, per la regione Lombardia. Come a dire, la qualità del candidato dipende dal fatto se è gnocca o no. Che faranno i Lombardi? Perderanno una mattinata o un pomeriggio per votare persone insulse, o, teoricamente, non eleggibili, visto che Formigoni ed Errani non potrebbero nemmeno candidarsi dato che lo statuto della regione Lombardia prevede di essere rieletti al massimo per due volte? Esiste una continua volazione delle regole e un continuo disinteresse nel rispetto delle leggi. Nessuno si leva per dire "Basta". Passiamo ora a fatti più concreti. Tremonti ha recentemente negato che l'Italia abbia chiesto a Bankitalia 9 miliardi di euro senza copertura. Vi ricordate il discorsino che avevamo fatto prima? Se il debito aumenta e non possiamo aumentare le tasse e ridurre le spese, che si fa? Si fa come gli antichi imperatori romani: si produce moneta falsa o, equivalentemente, ci si fa dare altri soldi dagli istituti di credito in cambio di cosa? Del nulla ovviamente, dato che il PIL italiano è tracollato anche se i telegiornali fanno di tutto per nascondere la notizia. Non solo. E lo scudo fiscale? Secondo Bankitalia solo 35 degli 85 miliardi di euro previsti sono rientrati. Per i telegiornali si tratta di un errore "statistico". Che vuol dire? Vuol dire che il governo contuna a prenderci per il c...o. Intanto l'Italic sta andando a sbattere contro l'iceberg, così come ha già fatto il Greeklic.

sabato 13 febbraio 2010

de-industrializzazione

con la disoccupazione oltre il 10% e il PIL a meno 3,9% c'è ormai poco da stare allegri. La sensazione di crisi è ormai palpabile, gli unici a non rendersene conto sono i tg che non fanno alcun servizio, nenche solo per dire che il problema esiste. Basta vedere la schifezza del tg5 che ogni volta, dopo avere esaurito le informazioni di cronaca (solo cronaca) e avere riportato le frasi dei soliti politici noti, continua a propinare servizi sui cani per riempire il tempo. Suggerirei di passare anche agli ippopotami, tanto per cambiare. Chiaramente no mi sembra ci sia, da parte dei boss, l'interesse a prendere di petto la situazione. L'Italic continua a dirigersi verso l'iceberg senza che nessuno degli ufficiali di bordo si prenda la briga di dare l'ordine di cambiare rotta. Un volta c'era l'industria di stato, come la Montedison, l'Alfa Romeoe la SIP. Poi si pensò di svendere le industrie ai grandi manager, come Gardini, Romiti e Tronchetti Provera. Non si sa come ma le cose non sono migliorate affatto. Gardini si suicidò in seguito a ttangentopoli; a Termini Imerese un sacco di operai verranno licenziati; la telecom è stata ceduta a telefonica. Se diminuisce la produzione industriale, perchè i cinesi o altri paesi producono la stessa merce a costi inferiori, peggiora il rapporto tra debito e PIL. Come è successo negli Stati Uniti, quando scompare l'economia di primo livello si cerca di far soldi prestando soldi, ossia con il debito. Purtroppo il meccanismo del debito rischia di incepparsi se non c'è una fonte in grado di alimentare il sistema. Negli Stati Uniti è successo questo. Si è puntato tutto sul mercato immobiliare e sui mutui facili per far ripartire il meccanismo economico. Lo stesso sta avvenendo in Italia, ma occorrono soldi, o meglio, stipendi decenti, per poter sperare nel mercato immobiliare. Non basta l'esigenza del bene. Occorre la capacità di spendere. Con il precariato, che colpisce soprattutto i giovani, non si favorsice nessun mercato. Lo dice Draghi e Bankitalia, che, ovviamente, rimangono piuttosto inascoltati. Occorre una profonda riforma strutturale del sistema socio-economico di tutta l'Italia. In realtà la speranza nascosta del governo italiano è quella di fregare le BCE. Come gli antichi imperatori romani, che per riprisitnare il flusso dell'economia coniavano monete con minor quantità di oro, così ora si spera di farsi dare sempre i soldi dalla banca centrale evitando di dovere continuamente aumentare le tasse o ridurre le spese o tutt'e due. Una via facile che permette di risolvere i problemi senza impegnarsi e senza perdere la faccia. Però la BCE non credo ci stia. Chissà che la BCE riesca a fare quello che non riescono a fare gli italiani: licenziare in tronco l'attuale classe dirigente.

lunedì 1 febbraio 2010

A.A.A. Cercasi urgentemente riforme

Molti pensano che una nazione per scomparire debba essere invasa da un esercito straniero. Ad esempio, si pensa che l'impero romano sia scomparso a causa dell'invasione dei barbari. Niente di più sbagliato. In storia ci sono tantissimi esempi di nazioni scomparse senza esserci sta un'invazione. Un esempio è la Repubblica della Serenissima di Venezia. Il doge, assieme ai consiglieri, constatando la forza dell'esercito napoleonico proclama la fine delle Repubblica. C'è stata qualche scaramuccia, soprattutto a Verona tra francesi e popolo della serenissima, diciamo così, ma alla fine Napoleone si ritrov a possedere tutti i territori veneti senza doversi imbarcare in una vera e proria guerra. Ma anche l'Argentina, con la sua crisi economica, e Haiti con il suo devastante terremoto, sono buoni esempi di stati che scompaiono a causa dell'estrema povertà e indigenza dovute a scelte politiche sbagliate o a inettitudine della classe dirigiente. Anche in Italia si stanno manifestando segnali preoccupanti, come la decisione di privatizzare l'acqua, la continua cresita del tasso di disoccupati e la continua crescita del debito pubblico. L'unica idea di Tremonti per, in qualche modo, calmierare il debito pubblico è stata quella di andare a vendere titoli di stato ai Cinesi. Sicuramente i cinesi troveranno il modo di ottenere vantaggi da questo acquisto. Mentre noi, con l'acqua alla gola, dobbiamo trovare qualche "usuraio" estero, l'usuraio ha trovato il modo di pigliarsi un pezzo d'europa senza inviare truppe. Come Napoleone con la Repubblica di Venezia, così la Cina potrà negoziare (o meglio dire pretendere) qualcosina in cambio dall'Italia, magari lo sfruttamento a pieno titolo del famoso "Made in Italy"? La Cina forse è stufa di essere famosa per produrre merce di bassa qualità. Magari ora noi le abbiamo dato l'occasione di vendere merce tramite il Made in Italy. Si è parlato tanto della difesa del Made in Italy, ma in realtà in Italia tutta la produzione sta passando aalla manodopera cinese, per lo più clandestina, a svantaggio della manodopera italiana. Che succederà? Una brava classe dirigente cercherebbe di studiare il problema e di trovare delle soluzioni, ma non Mister Big, il quale specula sulle proprie reti televisive per incamerare soldi da mettere al sicuro in qualche paradiso fiscale. Alla faccia dello scudo fiscale. Adesso si scopre che l'83% dell'aumento della tasse deriva da reddito di lavoro dipendente e pensioni, per cui il prelievo fiscale è fatto già in busta paga. Mentre l'Italic sta per speronare l'iceberg, gli evasori fiscali e i depositari di fondi neri sono i primi a calarsi nella scialuppe di salvataggio.

sabato 30 gennaio 2010

Italic (2)

Finalmente confindustria sta affermando che il numero di disoccupati in Italia supera il 10%. Ci stiamo avviando verso un lento, ma inesorabile declino. Mentre l'unica cosa di cui si occupano i governanti è quello di trovare il modo per bloccare le inchieste giudiziarie, mentre gli italiani fanno fatica a sposarsi e sempre più le donne italiane mettono al mondo pochi bambini e in tarda età, mentre gli immigratti continuano ad aumentare, mentre i redditi italiani sono tra i più bassi in europa e le tasse tra le più alte, mentre si santifica Bettino quando aparecchi dei soldi dei conti esteri viaggiano in giro per il mondo e mentre Mister Big truffa le sue stess televisioni per farsi qualche conticino estero per le vecchiaia (dal caso Parmalat al caso Mediaset), la nave Italic sta per speronare l'iceberg. Bisognerebbe fare qualcosa, ma i tg non fanno altro che parlare di casi di cronaca, della cisi della Juve e di come nutrire meglio i cani. NON SIAMO INFORMATI. Se qualcuno leva una voce di protesta viene tacciato di comunismo. Ma quali comnisti? Che senso ha lo stato italiano? Sembra di essere alla fine della seconda guerra mondiale, quando, deposto il duce, non si capiva più chi comandava in Italia. Se il probelma è lavorare sul PIL, allora dobbiamo intervenire sui lavoratori italiani e ricreare la forza produttiva italiana. Invece l'unica proposta del governo per rilanciare l'economia è quella di costruire il ponte sullo stretto. Ma se l'economia non tira chi ci passerà sul ponte. L'immensa opera (a carico dello stato e quindi a carico delle nostre tasse) finirà come il canale che collega il Mar Bianco con il Mar Baltico? Il canale, fatto cotruire da Stalin negli anni '30 usando gli schiavi dei gulag fu celebrato come un'opera magnifica, ma invece delle centinaia di navi alla fine era tanto se ci passava qualche chiatta al mese. Un'opera faraonica e inutile, visto che l'economia russa non giustifica una simile infrastruttura. Ma in russia c'era la dittatura. In Italia, teoricamente, c'è una Repubblica. Se le cose non vanno bene, è possibile dirlo e, soprattutto, qualcuno si assumerà le responsabilità di cambiarle?

sabato 16 gennaio 2010

W le tasse!

Mi popongo di giudicare la nuova tassa su chi compra computer, telefonini qualsiasi dispositivo contenga una memoria fissa. Questa tassa, ormai passata in vigore e porposta dal Ministro die Beni Culturali Sandro Bondi determinaerà un sovvraprezzo di 90 centesimo di euro per ogni dispositivo elettronico dotato di schede di memoria (computer, cellulare, ipod ecc...). La motivazione? Stabilire un compenso per la riporduzione ad uso personale. Vediamo un pò di capiric. Se compo un cellulare (e si sa, gli italiani amano tanto i cellulari) dato che potrei memorizzare qualche branetto che mi piacerrebbe ascltare mentre, non so, so viaggiando su un treno che magari ha un'ora di ritardo, siccome ascolto canzoni con diritto d'autore devo pegare una tassa. Ovviamente il pagamento lo si fa quando si acquista il prodotto. Altrimenti come fai a chedere a 50 milioni di persone di quantificare la musica che ascoltano ogni giorno? A parte il fatto che se io ascolto musica per conto mio non ci guadagno nulla e non è giusto che venga tassato per questo. Certo, cosa volete che siano 90 centesimi. Meglio tassare i telefonini che la benzina. Però... però qui, come al solito, si fano le cose alle spalle della gente. Posso capire se possedesi un balera e, fecondo pagare il biglietto alla gente, ci guadagno facendo suonare la musica. Ma se uno vuole ascoltare musica per sè? Oppure, secondo le intenzioni del Ministro, siamo tutti dei pirati che vendono musica illegalmente? E chi mi dice che anche il Ministro non sia un pirata informatico che vende musica sottobanco? Come si dice, rispetta gli altri se vuoi essere rispettato. Ad esempio, chiunque si sia sposato sa che al matrimonio si fa ascoltare un pò di musica. Pensate un matrimonio senz musica, che tristezza! Ma perchè dobbiamo pagare la SIAE per la musice del matrimonio? Forse lo Stato chiede un pizzo ai novelli sposi, che, si sa, devono destinare una parte dei regali di nozze anche allo stato italiano. Uno stato serie fatto di gente serie e per bene non farebbe pagare le tasse per la musica ai matrimoni. E uno stato serio non imporrebbe tasse indirette che colpiscono soprattutto i più poveri. E uno stato serio non giustificherebbe le tasse come compenso per un gudagno che non c'è mai stato. Non ho diritto ad ascoltare della musica per conto mio? A quando la tassa sull'aria che respiriamo? Perchè gli italiani sono così caproni? Sicuramente, in tempi di magra, il Ministero in crisi di liquidi sta cercando nuove risorse. E grazie alla stupidità degli italiani e alla carenza d'informazione, le risorse si trovano.

Italic (1)

Mamma mia! Non ho fatto tempo a dire che l'Italia è come il titanic che, qualche tempo dopo, slta fuori il fattaccio di Rosarno, ennesimo e, prtroppo, non ultimo caso dell'Italiaetta che va a rotoli. Si è vero, gli abitanti di Rosarno non sono razzisiti. Sono solo schiavisti. Hanno trovato manodopera a basso prezzo e sfruttabile. 20 euro al giorno per raccattare arance e bergamotti per poi andare a dormire per terra e lavarsi in mezzo a rottami e macerie. Forse in futuro gli immigrati raggiungeranno il numero critico, per cui, stanchi di essere sfruttati e considerati cittadini di serie B o, meglio, dei non-cittadini, si organizzeranno per mandare via l'attuale classe dirigente italiana. Rosarno non è un semplice problema di immigrazione, ma un problema dell'economia italiana. Da una parte abbiamo agricolotori che devono trovare manodopera a prezzi bassi e, possibilmente, in nero per essere competitivi sul mercato. Dall'altra abbiamo attività lavorative prive di controlli e garanzie e immigrati che si prestano a lavori mal pagati e pesanti, in quanto nessun italiano con un minimo senso di dignità accetterebbe quelle condizioni lavorative. Il governo chiude un occhio, e si è notata subito l'assenza di controlli da parte del governo, perchè si pensa che meno il governo interviene, meglio è. Fino a un certo punto però. Rosarno è un buon esperimento. Dimostra che l'assenza dell'occhi dello stato è dannosa. Il miglior alleato del cittadinao italiano è lo stato. Ridurre le funzioni dello stato genera stati di squilibrio che alla fne portano alla situazione di Rosarno. Se, invece, si controlla il territorio per evitare situazioni di eccessivo sfruttamento ed eccessiva delinquenza, allora si può vivere in un paese tranquillo. Perchè, invece, si vuole limitare il ruolo dello stato? A chi giova? Sempre ai soliti noti? Ma davvero tutta la guerra mediatica contro giudici, scuola, università, ospedali effettuata in primis proprio da colore che dovrebbero gestirli non è stata ancora compresa? Davvero non riusciamo a veder dietro tutto questo il progetto di sfaldamento dello stato? Qual'è la strategia? Tenere unita la società italiana? O, forse, come Mister Big, che dopo aver intascato i suoi 159 milioni dalle sue società, ci facciamo gli affari nostri e degli affari degli altri non ci preoccupiamo? O, meglio, facciamo finta di preoccuparci. E poi, grazie al controllo dei mezzi di comunicazione di stampa, raccontiamo agli altri le favolette che vogliamo. Come la favoletta che Craxi era un grande statista. Peccato che i soldi delle tangenti, come quelli finiti alle Bahamas, siano spariti ne nulla. forse con quelli potevamo fare qualche ospedale in più, pagare la benziane della macchine dei poliziotti, o qualche casa popolare per la povera gente. Anche quella di Rosarno. Continuamo e a rimanere dei grandi stupidotti. Intanto l'Italic affonda.