Bossi e Mister B sono due opposti che si attraggono. Probabilmente la nascita di Forza Italia fu motivata dal vuoto politico che si era creato con tangentopoli. La DC e, soprattutto, il PSI vennero travolti dagli scandali. Chi rimane al potere per troppo tempo ne approfitta per intascarsi più soldi, questo è pacifico. Oltre al tracollo dei vecchi partitti, si assiste all'avanzamento della Lega. Nel meridione si crea addirittura la Lega Sud, che, però, nasce in odor di mafia. E' necessario che qualcuno intervenga per rispistinare la vecchia classe politica debellata dagli scandali. Ecco che allora scende in campo Mister B. Per Mister B è facile (possiede TV e giornali) e conveniente (forse può recuperare i debiti, soprattutto con il fisco, delle sue società e uscre dall'amministrazione controllata di Tatò). Detto, fatto. E la Lega? Agli inizia il rapporto tra Lega e Forza Italia è piuttosto burrascoso. E' la Lega che fa crollare il primo governo di Mister B. Poi, dal secondo governo B fino ad oggi, la situazione cambia. Mister B e la Lega vanno sempre più a braccetto, tanto che risulta essere Fini quello che, tra i tre, tende a starsene zitto o a fare qualche obiezione di fronte alle iniziative (politiche e non) di Mister B. Come mai? E come mai adesso tutti parlano di federalismo? Tempo fa mi lamentavo su questo blog per il fatto che la Lega non faceva nulla per il fedralismo. Adesso, invece, Bossi va ad Arcore per elaborare il progetto del federalismo. Come mai, tutto ad un tratto, il federalismo diventa una priorità? Assieme al federalismo si parla anche di riforma verso un presidenzialimo alla francese. e si parla ancora di ridurre le tasse. Prima non si faceva nulla, ora riforme a tutto spiano. La situazione è complessa, ma alquanto sintomatica. Le spiegazioni, secondo me, sono due:
1. L'attuale classe dirigente non sa che pesci pigliare. Tanto vale dare ascolto a Bossi e fare il federalismo. Poi tiriamo in ballo la questione delle tasse per far vedere alla gente che lavoriamo per loro.
2. L'assenteismo sempre più crescente, l'incapacità, tranne per alcuni partiti, di assemblare le esigenze di determinate frazioni della società italiana sta accelerando la disgregazione del paese. Tanto vale ratificare questa tendenza alla frammentazione.
Rimane il punto che il federalismo è una cosa seria. Il governo italiano, fin dal 1860, è sempe stato un governo accentratore. Lo era ai tempi del Giolitti, ai tempi del Duce, ai tempi di Moro, loè ancora adesso. Questo perchè mentre il Nord si avviava a competere industrialmente con altre parti d'Europa, il Sud rimaneva al palo. Se al Sud mancava il lavoro, i meridionali potevano emigrare prima negli Stati uniti e poi in Lombardia. Ogni tanto si costruiva qualche fabbrica al sud per far vedere che si pensava anche ai problemi della gente. La morale è che bisogna sempre rivolgersi a Roma per qualcosa e aspettare la risposta da Roma. Se Roma risponde, bene, altrimenti... Con il federalismo si dovrebbe interrompere questo circuito. Ognuno dispone di risorse e ognuno è libero di deciderle come adoperarle. Probabilmente qualcuno pensa: "Il federalismo è rischioso: se in certi posti domina la mafia, con il federalismo la mafia sarà ancora più potente". Il punto è che la mafia è come un parassita: se il parassita non ha possibilità di attaccarsi ad altri organismi, non può sperare di svilupparsi. Per questo motivo la Lega Sud non è andata avanti: i mafiosi sanno che parassitare un grande organismo è meglio che parassitarne uno piccolo. L'altro punto è che il federalismo implica il concetto di civiltà: la gente civile si sente repsonsabile della cosa pubblica, per cui, invece di disinteressarsi del governo del suo paese, fa di tutto per parteciparvi. Se una persona vede come "distante" il suo governo, lo considera come un fastidio o, addirittura, come un nemico, per cui fa di tutto per evitare di pagare le tasse o fa di tutto per tirare l'acqua al suo mulino. Se, invece, il governo è visto come "cosa propria", allora potrebbe pagare più volentieri le tasse o essere più disposta a fare sacrifici per il bene comune. Senso civico, responsabilità e partecipazione sono i primi ingredienti del federalismo. Forse è per questo motivo che non è mai stato fatto prima.
martedì 13 aprile 2010
sabato 10 aprile 2010
E-lezioni
Che lezione possiamo trarre dalle ultime elezioni? Tutti a dire che ha vinto il centrodestra. Quelli del centrosinistra, probabilmente delusi dall'inefficacia del can-can mediatico contro Bertolaso e Mister B, si sfogano contro la prima timida apparizione dei grillini in politica. Quindi grande vittoria di Mister B che strappa ben 4 regioni al centro sinistra. Ma... forse non il centro destra non è una colazione così unita come cerca di far apparire. Sicuramente colpisce il balzo in avanti della Lega Nord e subito Bossi sta cercando di accelerare sul pedale del federalismo. Non solo, Bossi ha dichiarato di volersi candidare al posto di sindaco di Milano. Probabilmente è lecito pensare che il Nord è di pertinenza della Lega. Ora, forse, inizia il processo che dovrà determinare un nuovo assetto della società italiana. La classe dirigente forse non ha idee molto chiare. Il federalismo è un processo che implica molti puti oscuri. Però si può fare una valutazione preliminare. Sappiamo che il Nord garantisce occasioni di lavoro, essendo industrializzato. In questi ultimi tempi molti extracomunitari hanno trovato lavoro nelle fabbriche del Nord. La società italiana del Nord sta diventando una società pluralista, multietnica e multirazziale come negli Stati Uniti. Sicuramente questa trasformazione sta generano tensioni nel tessuto sociale del Nord. Il Sud, invece, è ancora caratterizzato da arretratezza economica. Chi sa fare qualcosa emigra, la mafia continua a fare i suoi affari, le amministrazioni locali a sperperare soldi. In Italia esiste ancora la cattiva cultura di considerare le istituzioni come territori di propria pertinenza. La parentopoli italiana, per cui negli ospedali, nelle strutture pubbliche, nelle scuole si piazzano i propri figli, parenti o amici, è considerata una procedura normale. L'idea, alla base del federalismo, è la seguente:
1. Ogni ente deve riuscire a erogare servizi facendo affidamento solo sul suo budget. Non deve sperare nel soccorso di altri enti nel caso di un deficit di bilancio.
2. Sulla base del primo principio, ogni ente deve ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse. Per ottimizzazione si intende che la gente assunta negli enti abbia la massima competenza e professionalità. Quindi si deve smettere con la normale procedura della parentopoli.
3. Ogni ente sarà responsabile e perseguibile per la qualità dei servizi che eroga. Se il comune, la provincia o la regione non riescono a fare le cose che devono fare, allora ogni cittadino ha diritto ad attivare una class action contro l'ente.
Se il federalismo viene inteso in questo modo, le cose probabilmente miglioreranno. Si affermerà il principio della competenza e della responsabilità.
Nel Nord forse questi concetti sono più facilmente compresi. Nel Sud forse un pò meno, visto che l'unica arma per la persona brava e onesta è l'emigrazione. Il problema maggiore per il Sud sono le tante occasioni mancate per creare un tessuto imprenditoriale sano. In un'ottica federalista, è necessaria l'idea di una classe imprenditoriale sana, nel senso di una classe che si occupa dell'attività produttiva garantendo le qualità dei beni e dei servizi che offre. Se in una regione non esiste nessuna impresa in grado di garantire questo, il declino è inevitabile. Purtroppo queste sono cose appartengono alla coscienza delle persone, per cui è impossibile pensare di fare delle valide previsioni al riguardo.
L'Unità d'Italia non è stato altro che un processo di aggregazione di piccoli staterelli italiani. Alla fine, la classe dirigente italiana, nemmeno in epoca fascista, è riuscita ad omologare e omogeneizzare le diverse componenti sociali della penisola. Ha sempre applicato la politica della botte piena e della moglie ubriaca. Questa politica è fallimentare, ma il genio italico è riuscito, in qualche modo a mantenerla attiva dal 1861. Il trucco è sempre quello di spostare la solita pezza per tamponare i nuovi buchi che si formano. Ad esempio l'attuale governo ha pensato di usare il TFR degli italiani per tamponare altre voci di spesa. Con il federalismo questo trucco non dovrebbe essere più possibile. Almeno si spera, altrimenti, come è stato fatto in Grecia, dovranno venire anche da noi gli impiegati della BCE per controllare la correttezza dei nostri conti.
1. Ogni ente deve riuscire a erogare servizi facendo affidamento solo sul suo budget. Non deve sperare nel soccorso di altri enti nel caso di un deficit di bilancio.
2. Sulla base del primo principio, ogni ente deve ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse. Per ottimizzazione si intende che la gente assunta negli enti abbia la massima competenza e professionalità. Quindi si deve smettere con la normale procedura della parentopoli.
3. Ogni ente sarà responsabile e perseguibile per la qualità dei servizi che eroga. Se il comune, la provincia o la regione non riescono a fare le cose che devono fare, allora ogni cittadino ha diritto ad attivare una class action contro l'ente.
Se il federalismo viene inteso in questo modo, le cose probabilmente miglioreranno. Si affermerà il principio della competenza e della responsabilità.
Nel Nord forse questi concetti sono più facilmente compresi. Nel Sud forse un pò meno, visto che l'unica arma per la persona brava e onesta è l'emigrazione. Il problema maggiore per il Sud sono le tante occasioni mancate per creare un tessuto imprenditoriale sano. In un'ottica federalista, è necessaria l'idea di una classe imprenditoriale sana, nel senso di una classe che si occupa dell'attività produttiva garantendo le qualità dei beni e dei servizi che offre. Se in una regione non esiste nessuna impresa in grado di garantire questo, il declino è inevitabile. Purtroppo queste sono cose appartengono alla coscienza delle persone, per cui è impossibile pensare di fare delle valide previsioni al riguardo.
L'Unità d'Italia non è stato altro che un processo di aggregazione di piccoli staterelli italiani. Alla fine, la classe dirigente italiana, nemmeno in epoca fascista, è riuscita ad omologare e omogeneizzare le diverse componenti sociali della penisola. Ha sempre applicato la politica della botte piena e della moglie ubriaca. Questa politica è fallimentare, ma il genio italico è riuscito, in qualche modo a mantenerla attiva dal 1861. Il trucco è sempre quello di spostare la solita pezza per tamponare i nuovi buchi che si formano. Ad esempio l'attuale governo ha pensato di usare il TFR degli italiani per tamponare altre voci di spesa. Con il federalismo questo trucco non dovrebbe essere più possibile. Almeno si spera, altrimenti, come è stato fatto in Grecia, dovranno venire anche da noi gli impiegati della BCE per controllare la correttezza dei nostri conti.
giovedì 25 marzo 2010
Elisa Claps
Elisa Claps scompare il 12 settembre 1993. L'ultima volta è stata vista nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza. L'ultima ad averla incontrata Danilo Restivo, un tipo che andava in giro a tagliare ciocche di capelli alle ragazze. Sicuramente in tipo sospetto, ma ora si trova in Inghilterra,a Bournemouth e, guardacaso, nella sua via nel 2002 è morta una donna che aveva un paio di ciocche di capelli tra le mani. Ovviamente trattasi di coincidenza. Una domanda sorge spontanea: "possible che in 17 anni nessuno si sia reso conto del cadavere di Elisa Clpas?". C'è stat una perquisizione della polizia, ma nessuno ha pensato di anadare a vedere nel sottotetto (guardacaso). Adesso emerge che le donne delle pulizie avevano già trovato il cadavere e che avevano avisato i religiosi (sicuramente il parroco dell'epoca, Don Mimi). Un'altra domanda sta sorgendo spontaneamente: "Come fa un prete a tollerare una cosa del genere?". Ovviamente adesso si scatenerà il putiferio sul fatto che effettivamente o no il prete sapesse. Cerco di immaginarmi cosa avrei provato io nel sapere di essere andato per 17 anni in una chiesa a pregare, portando i figli, con un cadavere di una donna uccisa sulla testa. Uno schifo assoluto. Sicuramente non avrei più messo piede in quella chiesa. Sicuramente non avrei più fatto battezzare, cresimare, sposare i miei figli in quella chiesa. Sicuramente non sarei più andato a battesime, cresime e matrimoni celebrati in quella chiesa. Adesso si parla di preti pedofili che, pur essendo stati identificati, non sono stati puniti, bensì sono stati spostati in un altro luogo. Il punto è parecchio dolente: non si scherza con i santi e con le cose sacre. Tutto questo è inaccettabile, così come è inaccettabile chi, di fronte a tutto questo, si tura il naso e fa finta di non vedere. Spero che i veri cristiani non si rechino più nella chiesa della Santissima Trinità.
Elezioni inutili
siamo a pochi giorni dalle elzioni regionali, ennesimo banco di prova della capacità dei partiti politici di riuscire a smuovere un po' d'italiani. In Francia le ultime elezioni non sono andate benissimo, nel senso che il 53,6% dei francesi non sono andati a votare. Succederà anche in Italia, dove le tribune politiche hanno registrato uno share di appena il 2%? Ultimamente si registra una dato che la classe politica italiana fa fatica a considerare: la continua frammentazione e disgregazione dell'Italia. Non si tratta solo di casi in cui politici di un partito si spostano nell'altro. Si tratta del fatto che si cerca, in qualche modo, di lasciare la nave prima che affondi. Probabilmente Fini abbandonerà il PDL, forse Casini acquisirà nuovi personaggi politici, e tutto perchè manca una reale capacità progettuale. I pochi soldi rimasti in cassa verranno presi da quei politici che hanno le mani in pasta dappertutto. Intanto aumentano i disoccupati e diminuiscono i consumi. Il PIL si abbassa e il debito si alza. Infine qualcuno (i tedeschi) in Europa cerca di prendere provvedimenti, in quanto si rendono conto che è meglio chiudere la stalla prima che i buoi scappino. Sarà un problema, dato che in Europa non si vorrebbe che qualche nazione prendess ela leadership a scapito di altre nazioni. La lotta, però, si svolge su numeri e soldi, per cui i trucchetti italiani (non abbiamo depenalizzato il falso in bilancio?) non potranno essere facilmente applicati, così come non basta agli attaccanti delle squadre italiane in Champions League simulare il fallo in area per ottenre il rigore. E' una mentalità perdente, alla lunga, ma chi se ne importa, soprattutto per coloro che hanno conti off-shore? Per quanto riguarda le elezioni, visto che anche questa volta i problemi importanti sono trascurati per ribadire che la colpa è sempre dei soliti comunisti, visto che abbiamo un partito dell'amore, ma, come si sa, chi non lavora non fa l'amore, tecnicamente siamo ad un punto zero. Occorre scrollarsi di dosso una certa mentalità e un certo modo di fare italiano. Bisognerebbe:
1. rispristinare appieno la funzionalità delle cariche pubbliche, abolendo i doppi (tripli, quadrupli, ecc...) incarichi.
2. fare in modo che un incarico pubblico duri per un periodo limitato di tempo.
3. garantire piena funzionalità e responsabilità degli incarichi pubblici, per evitare sempre il fenomeno dello scaricabarile. Ogni incarico ha precise funzioni: chi non le svolge o le svolge male ne dovrà subire le conseguenze.
4. fare in modo che l'accesso agli incarichi pubblici non sia condizionato dall'appartenenza ad un dato gruppo od organizzazione.
5. vigilare sulla moralità e sulla onestà di chi si propone per ricoprire un incarico pubblico.
6. fare in modo che il cittadino possa conoscere l'identità, la professionalità, il curriculum di tutti coloro che ricoprono incarichi pubblici.
Magari tutti sono d'accordo su questi punti, però, finora,
tutti questi punti vengono violati, senza che qualcuno ne faccia chiara menzione. E allora? Di chi o che cosa dibbiamo lamentarci? Sento che è arrivata la primavera e, sicuramente, questo weekend farò qualche scampagnata.
1. rispristinare appieno la funzionalità delle cariche pubbliche, abolendo i doppi (tripli, quadrupli, ecc...) incarichi.
2. fare in modo che un incarico pubblico duri per un periodo limitato di tempo.
3. garantire piena funzionalità e responsabilità degli incarichi pubblici, per evitare sempre il fenomeno dello scaricabarile. Ogni incarico ha precise funzioni: chi non le svolge o le svolge male ne dovrà subire le conseguenze.
4. fare in modo che l'accesso agli incarichi pubblici non sia condizionato dall'appartenenza ad un dato gruppo od organizzazione.
5. vigilare sulla moralità e sulla onestà di chi si propone per ricoprire un incarico pubblico.
6. fare in modo che il cittadino possa conoscere l'identità, la professionalità, il curriculum di tutti coloro che ricoprono incarichi pubblici.
Magari tutti sono d'accordo su questi punti, però, finora,
tutti questi punti vengono violati, senza che qualcuno ne faccia chiara menzione. E allora? Di chi o che cosa dibbiamo lamentarci? Sento che è arrivata la primavera e, sicuramente, questo weekend farò qualche scampagnata.
domenica 21 febbraio 2010
De-moralizzazione
In Italia, ormai, siamo de-moralizzati, non nel senso che ci sentiamo giù di corda, bensì nel senso che non esiste più la morale. Ognuno di noi può ammazzare la propria madre o i propri figli, tanto che non vale più la pena di scandalizzarsi. Scopriamo che dietro la Protezione Civile c'è un gruppo di amici degli amici che non vede l'ora di paorfittare dei disastri ambientali per fare soldi, soprattutto in tempi di crisi. Spendiamo un sacco di soldi alla Maddalena per il G8 e cosa otteniamo, alla fine? Un'altra opera incompiuta e. intanto, il centro de L'Aquila rimane un cumulo di macerie. Si costruiscono New Town, ma nessuno pesa a recuperare il centro storico. Probabilmente Mister Big, orgnizzando il g8 a L'Aquila pensava che le altre nazioni si sarebbero sobbarcate il costo dell'impresa. Vana speranza. Intanto il lupo perde il pelo ma non il vizio, come si dice, e nelle imminenti elezioni regionali compare il nome di un'altra ex show girl, per la regione Lombardia. Come a dire, la qualità del candidato dipende dal fatto se è gnocca o no. Che faranno i Lombardi? Perderanno una mattinata o un pomeriggio per votare persone insulse, o, teoricamente, non eleggibili, visto che Formigoni ed Errani non potrebbero nemmeno candidarsi dato che lo statuto della regione Lombardia prevede di essere rieletti al massimo per due volte? Esiste una continua volazione delle regole e un continuo disinteresse nel rispetto delle leggi. Nessuno si leva per dire "Basta". Passiamo ora a fatti più concreti. Tremonti ha recentemente negato che l'Italia abbia chiesto a Bankitalia 9 miliardi di euro senza copertura. Vi ricordate il discorsino che avevamo fatto prima? Se il debito aumenta e non possiamo aumentare le tasse e ridurre le spese, che si fa? Si fa come gli antichi imperatori romani: si produce moneta falsa o, equivalentemente, ci si fa dare altri soldi dagli istituti di credito in cambio di cosa? Del nulla ovviamente, dato che il PIL italiano è tracollato anche se i telegiornali fanno di tutto per nascondere la notizia. Non solo. E lo scudo fiscale? Secondo Bankitalia solo 35 degli 85 miliardi di euro previsti sono rientrati. Per i telegiornali si tratta di un errore "statistico". Che vuol dire? Vuol dire che il governo contuna a prenderci per il c...o. Intanto l'Italic sta andando a sbattere contro l'iceberg, così come ha già fatto il Greeklic.
sabato 13 febbraio 2010
de-industrializzazione
con la disoccupazione oltre il 10% e il PIL a meno 3,9% c'è ormai poco da stare allegri. La sensazione di crisi è ormai palpabile, gli unici a non rendersene conto sono i tg che non fanno alcun servizio, nenche solo per dire che il problema esiste. Basta vedere la schifezza del tg5 che ogni volta, dopo avere esaurito le informazioni di cronaca (solo cronaca) e avere riportato le frasi dei soliti politici noti, continua a propinare servizi sui cani per riempire il tempo. Suggerirei di passare anche agli ippopotami, tanto per cambiare. Chiaramente no mi sembra ci sia, da parte dei boss, l'interesse a prendere di petto la situazione. L'Italic continua a dirigersi verso l'iceberg senza che nessuno degli ufficiali di bordo si prenda la briga di dare l'ordine di cambiare rotta. Un volta c'era l'industria di stato, come la Montedison, l'Alfa Romeoe la SIP. Poi si pensò di svendere le industrie ai grandi manager, come Gardini, Romiti e Tronchetti Provera. Non si sa come ma le cose non sono migliorate affatto. Gardini si suicidò in seguito a ttangentopoli; a Termini Imerese un sacco di operai verranno licenziati; la telecom è stata ceduta a telefonica. Se diminuisce la produzione industriale, perchè i cinesi o altri paesi producono la stessa merce a costi inferiori, peggiora il rapporto tra debito e PIL. Come è successo negli Stati Uniti, quando scompare l'economia di primo livello si cerca di far soldi prestando soldi, ossia con il debito. Purtroppo il meccanismo del debito rischia di incepparsi se non c'è una fonte in grado di alimentare il sistema. Negli Stati Uniti è successo questo. Si è puntato tutto sul mercato immobiliare e sui mutui facili per far ripartire il meccanismo economico. Lo stesso sta avvenendo in Italia, ma occorrono soldi, o meglio, stipendi decenti, per poter sperare nel mercato immobiliare. Non basta l'esigenza del bene. Occorre la capacità di spendere. Con il precariato, che colpisce soprattutto i giovani, non si favorsice nessun mercato. Lo dice Draghi e Bankitalia, che, ovviamente, rimangono piuttosto inascoltati. Occorre una profonda riforma strutturale del sistema socio-economico di tutta l'Italia. In realtà la speranza nascosta del governo italiano è quella di fregare le BCE. Come gli antichi imperatori romani, che per riprisitnare il flusso dell'economia coniavano monete con minor quantità di oro, così ora si spera di farsi dare sempre i soldi dalla banca centrale evitando di dovere continuamente aumentare le tasse o ridurre le spese o tutt'e due. Una via facile che permette di risolvere i problemi senza impegnarsi e senza perdere la faccia. Però la BCE non credo ci stia. Chissà che la BCE riesca a fare quello che non riescono a fare gli italiani: licenziare in tronco l'attuale classe dirigente.
lunedì 1 febbraio 2010
A.A.A. Cercasi urgentemente riforme
Molti pensano che una nazione per scomparire debba essere invasa da un esercito straniero. Ad esempio, si pensa che l'impero romano sia scomparso a causa dell'invasione dei barbari. Niente di più sbagliato. In storia ci sono tantissimi esempi di nazioni scomparse senza esserci sta un'invazione. Un esempio è la Repubblica della Serenissima di Venezia. Il doge, assieme ai consiglieri, constatando la forza dell'esercito napoleonico proclama la fine delle Repubblica. C'è stata qualche scaramuccia, soprattutto a Verona tra francesi e popolo della serenissima, diciamo così, ma alla fine Napoleone si ritrov a possedere tutti i territori veneti senza doversi imbarcare in una vera e proria guerra. Ma anche l'Argentina, con la sua crisi economica, e Haiti con il suo devastante terremoto, sono buoni esempi di stati che scompaiono a causa dell'estrema povertà e indigenza dovute a scelte politiche sbagliate o a inettitudine della classe dirigiente. Anche in Italia si stanno manifestando segnali preoccupanti, come la decisione di privatizzare l'acqua, la continua cresita del tasso di disoccupati e la continua crescita del debito pubblico. L'unica idea di Tremonti per, in qualche modo, calmierare il debito pubblico è stata quella di andare a vendere titoli di stato ai Cinesi. Sicuramente i cinesi troveranno il modo di ottenere vantaggi da questo acquisto. Mentre noi, con l'acqua alla gola, dobbiamo trovare qualche "usuraio" estero, l'usuraio ha trovato il modo di pigliarsi un pezzo d'europa senza inviare truppe. Come Napoleone con la Repubblica di Venezia, così la Cina potrà negoziare (o meglio dire pretendere) qualcosina in cambio dall'Italia, magari lo sfruttamento a pieno titolo del famoso "Made in Italy"? La Cina forse è stufa di essere famosa per produrre merce di bassa qualità. Magari ora noi le abbiamo dato l'occasione di vendere merce tramite il Made in Italy. Si è parlato tanto della difesa del Made in Italy, ma in realtà in Italia tutta la produzione sta passando aalla manodopera cinese, per lo più clandestina, a svantaggio della manodopera italiana. Che succederà? Una brava classe dirigente cercherebbe di studiare il problema e di trovare delle soluzioni, ma non Mister Big, il quale specula sulle proprie reti televisive per incamerare soldi da mettere al sicuro in qualche paradiso fiscale. Alla faccia dello scudo fiscale. Adesso si scopre che l'83% dell'aumento della tasse deriva da reddito di lavoro dipendente e pensioni, per cui il prelievo fiscale è fatto già in busta paga. Mentre l'Italic sta per speronare l'iceberg, gli evasori fiscali e i depositari di fondi neri sono i primi a calarsi nella scialuppe di salvataggio.
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