martedì 6 luglio 2010
Il costo della democrazia
Sicuramente in Italia ci sobo molte persone in grado di fare il Presidente del Cosniglio dei Ministri meglio di Mister B. Io stesso mi metterrei in politica, pur di sostituirlo e sono sicuro che farei un lavoro migliore del suo. L'unica differenza è che non ho i soldi per farmi pubblicità suall tv, sui giornale, nelle strade o offrire pranzi e cene a tutti. Ha ragione Cirino Pomicino: "Bisogna che qualcuni paghi i costi della democrazia". Se solo i ricchi possono andare avanti e proporsi perchè hanno i soldi per farsi pubblicità, allora c'è ben poco da sperare. Beppe Grillo si vanta di essere riuscito a far eleggere persone del Movimento a 5 stelle ad un costo irrisorio. Tuttavia senza una connessione ad internet è difficile venire a conoscenza del programma e dei candidati del movimento. Occorrerebbe una forma più democratica di presentazione dei candidati. Con internet questo si potrebbe fare, ma esiste sempre una forma di esclusione dovuta al fatto che si tratta di una tecnologia che in Italia pochi usano. Rimane poi il problema di garantire la veridicità di ciò che viene messo in rete. Inoltre, il sistema elettorale, che obbliga a scegliere i partiti e non le persone, non favorisce la democratizzazione delle candidature. Alla fine chi ruba e fa parte della "cricca" riesce sempre a stare a galla perchè ha i soldi per comprarsi i voti. Come si può sperare, allora, in un vero ricambio? Tuttavia qualcosa deve cambiare, perchè ormai sono a rischi i risparmi della gente, sono a rischio la scoula, la sanità, le pensioni, è a rischio qualsiasi forma di attività, anche quella del divertimento, dato che bisogna pagarsi tutto. E in una società che non dà occasioni ai giovani e che tratta male gli unici che si adeguano ai lavori umili, come gli extracomunitari, si rischia l'affondamento totale. Bisogna, in qualche modo agire, almeno per riuscire ad accapparrarsi uno dei pochi salvagente rimasti.
venerdì 2 luglio 2010
La canna del gas
Mister B (o il Grande Briccone) se ne sta in Brasile, dove si parla della strana "bionda" che lo accompagna e della festa notturna con sei ballerine. Probabilmente sono solo dettagli (ma quanto tempo ci sta in Brasile il premier?) mentre, sicuramente, la sua visita porterà notevoli vantaggi economici all'Italia. Intanto pensiamo a far pagare di più i pedaggi autostradali. Proporrei, anche, di far pagare i pedaggi per il transito sui ponti, anche quelli che attraversano i rigagnoli, come nel medioevo. Il tg5 continua i suoiservizi sui cani: attenzione a non abbandonarli dato che ora il ministro Brambilla si è attivato per permettere anche a Fido e Miao di andare in vacanza. Tanto riguardo per cani e gatti, ma un pò poco per chi deve lottare per trovare lavoro o riuscire a campare la famiglia tra aumenti del gas, delle autostrade (d'altronde iniziano le vacanze, no?) e di quant'altro. Le regioni sono in guerra perchè non ricevono soldi dallo stato. Il federalismo è sempre più un pasticiaccio incomprensibile. Se ci fosse il federalismo VERO, le regioni otterrebbero direttamente i soldi dalle tasse dei cittadini e non dovrebbero aspettare che il capo del governa glieli conceda. Probabilmente il vero potere consiste nella gestione del debito pubblico, e decidere chi merita di vivere e chi merita di morire. Intanto, però scuole, opsedali, trasporti ecc... stanno andando in malora. Se si va in ospedale bisogna comprarsi i medicinali, se si va a scuola bisogna stere attenti che non ti cada adosso l'edificio oppure bisogna portarsi la carta igienica da casa per andare in bagno. Se vivi in una grande città e ti compri casa a prezzo elevatissimo nella lontana periferia, dove non passano mezzi pubblici, devi poi pagare il pedaggio per fare il pendolare con l'auto. E poi? In altri stati qualcuno avrebbe fatto qualcosa per dire alla classe dirigente di cominicare a lavorare seriamente. Qui ancora niente. Gli unici fatti degni di rilevanza sono la vacanza di Fido e Miao, come preparare una buona bruschetta, e l'incidente di Taricone. Forse da noi evasori fiscali e mafiosi sono più numerosi di quel che pensiamo. D'ora in poi devo stare attento al mio vicino, che potrebbe essere un parente di Riina.
martedì 8 giugno 2010
O così, o pomì
Purtroppo tutte le peggiori previsioni si stanno avverando. Mister B tuona conto l'inchiesta a L'Aquila dicendo che gli uomini della protezione civile rischiano una pallottola se si reca nel capoluogo (deserto) abruzzese; la legge contro le intercettazioni deve essere approvata così com'è e la RAI deve cambiare (via Santoro e la Gabanelli) perchè troppo faziosa. E chi lo ferma più? Almeno, nel "Teorema Gelli" si cercava di salvare le apparenze. Ora anche le apparenze sono inutili. Chi comanda deve far sentire la sua voce. Appunto, chi comanda? Forse è finita l'era del "grande vecchio"? Ora abbiamo l'Europa (leggasi BCE) che dice che in Italia si va tutti in pensione a 65 anni. O è un sostegno morale per chi non ha la forza di assumersi le proprie responsabilità?
Comunque vedremo. Se Mister B fa la voce grossa vuol dire che ha la forza di assumersi le sue responsabilità. Nel Bene e nel Male.
Comunque vedremo. Se Mister B fa la voce grossa vuol dire che ha la forza di assumersi le sue responsabilità. Nel Bene e nel Male.
sabato 5 giugno 2010
La babele italiana
Sicuramente la trasmissione "Annozero" ha qualche utlità. Nell'ultima puntata, dov'erano ospiti importanti Tremonti e Bersani, è emerso una dato importanti. Bersani rinfacciava Tremonti di usare un linguaggio troppo filosofico, di fare riferimenti a concetti troppo atratti invece di focalizzare i suoi dscorsi sui reali problemi della gente. Un'osservazione che è stata fatta anche da Beppe Grillo nel suo blog. Memorabile l'intervista a Tremonti in cui, per spiegare le ultime decisioni prese dai governi europei in seguito all'elmergenza creata dalla crisi greca, il ministro ha fatto riferimeno ai videogiochi spiegando che l'eroe, dopo aver distrutto un mostro si è trovato ada affrontare una nuova ed imprevista minaccia.
Mi ricordo che la prima volta che nada negli USA, mi misi a leggere un giornale locale. C'era qualcosa che non mi tornava, poi, rientrato in Italia capii il perchè: nel giornale vi erano articoli in cui si diceva che il tal governatore, il tal sindaco, il tal amministratore ha deciso di pendere una somma X di dollari per fare questa o quella cosa. Negli USA i giornali, anche locali, informano i cittadini sul modo in cui vengono utilizzati i soldi della loro tasse. In Italia no. Anzi, abbiamo disoccupati (l'ultimo dato indica un 30% di disoccupati tra i giovani), persone di mezza età licenziate, precari a cui non verrà rinnvato il contratto, ecc... di cui non si sa nulla. Poi salta di nuovo fuori tangentopopli. Tutto ciò che gira attorno alla protezione civile e fuori controllo, non si sa quanto si è speso per la Maddalena o quanto per L'Aquila. Anzi si sa, si è speso tropo da un parte e poco dall'altra, ma perchè bisogna sempre spettare le indagini di qualcuno per sapere queste cose? Infine, si è creata una nuova cricca di speculatori che sfruttano le loro mizie con gli esponenti del PDL (vedi il caso Scajola) per farsi assegnare appalti e contratti. E i soldi da dove arrivano? Non si usano sempr ei soldi publici? Ma Tremonti non dovrebbe controllare ogni rivolo di spesa del denaro pubblico? Perchè gli hanno impedito di porre sotto il controllo della corte dei conti la spesa della protezione civile?
Ormai siamo arrivati ad un babel italiana: ognuno parla una propria lingua. Tremonti parla la sua (ascolta le sue speculazioni filosofiche), Fini la sua (vedi la sua nuova esigenza di fare commenti), Berlusconi la sua (basta scoltare il suo intervento a Ballarò) e Bossi la sua (le continue battute sul federalismo che non riuscirà mai a fare). Idem per tutti gli altri leader politici, per confindustria e per i sindacati. Consideriamo anche la chiesa come uno che parla ormai soprattutto a se stesso. Tutti parlano ma nessuno ascolta, e tantomeno, in questa situazione, il popolo italiano capisce. I giornali fanno propaganda, i tg nascondo la realtà e si vorrebbe oscurare internet. Ciò crea disordine, e dal disordine all'anarchia il passo è breve.
L'ordine consente il controllo. Ma l'ordine implica l'accettazione delle regole, che devono valere per tutti. Soprattutto, la logica alla base dell'ordine deve essere chiara e trasparente per tutti. Quando Dio si rese conto che gli uomini stavano diventando troppo superbi, decise di confondere le loro lingue. Non potendosi più capire, gli uomini non sapevano più quali regole seguire. Da questo conseguì il disordine e la torre si trasformò in un rudere. In realtà, è la superbia stessa a generare disordine, perchè il superbo parla solo a se stesso a non ascolta gli altri. Come, appunto, sta succedendo ora in Italia.
Mi ricordo che la prima volta che nada negli USA, mi misi a leggere un giornale locale. C'era qualcosa che non mi tornava, poi, rientrato in Italia capii il perchè: nel giornale vi erano articoli in cui si diceva che il tal governatore, il tal sindaco, il tal amministratore ha deciso di pendere una somma X di dollari per fare questa o quella cosa. Negli USA i giornali, anche locali, informano i cittadini sul modo in cui vengono utilizzati i soldi della loro tasse. In Italia no. Anzi, abbiamo disoccupati (l'ultimo dato indica un 30% di disoccupati tra i giovani), persone di mezza età licenziate, precari a cui non verrà rinnvato il contratto, ecc... di cui non si sa nulla. Poi salta di nuovo fuori tangentopopli. Tutto ciò che gira attorno alla protezione civile e fuori controllo, non si sa quanto si è speso per la Maddalena o quanto per L'Aquila. Anzi si sa, si è speso tropo da un parte e poco dall'altra, ma perchè bisogna sempre spettare le indagini di qualcuno per sapere queste cose? Infine, si è creata una nuova cricca di speculatori che sfruttano le loro mizie con gli esponenti del PDL (vedi il caso Scajola) per farsi assegnare appalti e contratti. E i soldi da dove arrivano? Non si usano sempr ei soldi publici? Ma Tremonti non dovrebbe controllare ogni rivolo di spesa del denaro pubblico? Perchè gli hanno impedito di porre sotto il controllo della corte dei conti la spesa della protezione civile?
Ormai siamo arrivati ad un babel italiana: ognuno parla una propria lingua. Tremonti parla la sua (ascolta le sue speculazioni filosofiche), Fini la sua (vedi la sua nuova esigenza di fare commenti), Berlusconi la sua (basta scoltare il suo intervento a Ballarò) e Bossi la sua (le continue battute sul federalismo che non riuscirà mai a fare). Idem per tutti gli altri leader politici, per confindustria e per i sindacati. Consideriamo anche la chiesa come uno che parla ormai soprattutto a se stesso. Tutti parlano ma nessuno ascolta, e tantomeno, in questa situazione, il popolo italiano capisce. I giornali fanno propaganda, i tg nascondo la realtà e si vorrebbe oscurare internet. Ciò crea disordine, e dal disordine all'anarchia il passo è breve.
L'ordine consente il controllo. Ma l'ordine implica l'accettazione delle regole, che devono valere per tutti. Soprattutto, la logica alla base dell'ordine deve essere chiara e trasparente per tutti. Quando Dio si rese conto che gli uomini stavano diventando troppo superbi, decise di confondere le loro lingue. Non potendosi più capire, gli uomini non sapevano più quali regole seguire. Da questo conseguì il disordine e la torre si trasformò in un rudere. In realtà, è la superbia stessa a generare disordine, perchè il superbo parla solo a se stesso a non ascolta gli altri. Come, appunto, sta succedendo ora in Italia.
lunedì 31 maggio 2010
verso il 2012
Probabilmente il 2012 sarà una catastrofe in Italia, non tanto perchè si avvererà la profezia maya, quanto perchè il debito pubblico fuori controllo determinerà un'astensione nell'acquisto dei titoli di stato italiani. Purtroppo, anche la nazione intera non viene più considerata come un debitore affidabile. Nell'attuale economia del debito, in cui, praticamente, ci si limita a prestare denaro sperando che il debitore lo restituisca, ormai la fiducio si sta sempre più riducendo. Ai tempi degli imperatori romani, quando mancavano soldi in casa, si faceva la guerra contro un egno ricco per accaparrarsi il suo tesoro. Questo si è fatto fino ai tempi di Napoleone e anche dopo, probabilmente fino alla seconda guerra mondiale. Ora c'è la globalizzazione e nessuno vuole correre il rischio di un conflitto. Ci sono stati che sembrano minacciare la pace mondiale (Iran, Corea del Nord, ecc...), ma dietro a loro le superpotenze (Cina, Russia, USA, ecc...) fanno di tutto per spegnere i focolai. Dicevo, non conviene a nessuno. Bisognerebbe attivare un'adeguata strategia politica per riuscire, in qualche modo, ad aggirare i paletti della globalizzazione e trovare il modo di equilibrare il sistema. In Italia non si fa. Abbiamo sempre detto che manca, in Italia, una progettazione economico-politica a lungo termine. Si è sempre in affanno e si ha sempre bisogno di "manovrine" corretive per aggiustare i conti pubblici. E poi? (la fatidica domanda dell'innominato!) Forse chi sta al potere non si pone questa domanda, sia perchè abbiano una classe dirigente di vecchi, sia perchè il loro gruzzoletto se lo sono fatto, probabilmente esentasse. Il punto è che in Italia non è mai esistita una vera propria democrazia. E' esistita una classe dirigente di gomma, che nonostante i drammi dell'Italia (dopoguerra, riforma agraria, azione collettiva, questione meridionale, terrorismo, mafia, stragi impunite) è sempre riuscita a venirne fuori. Com'è possibile che in una democrazia un Andreotti stia al potere più anni di un Fidel Castro? Per un certo verso la cosa è chiara: come ha sempre sostenuto Pannella, in Italia vige la partitocrazia. L'elettore italiano vota il partito, non la persona. Ciò fa sì che sia la direzione del partito a decidere gli uomini da inserire nei posti chiavi del potere. Uomini che, ovviamente, devono obbedire alle indicazioni del centro e non alle esigenze degli elettori. Con Mister B il fenomeno si è accentuato, dato che si volevano inserire nei posti di potere veline e letterine. Ma è un fenomeno che esisteva già da tempo. Cicciolina, per esempio, fu fatta eleggere da Pannella. A quell'epoca si parlò di scandalo, ora non si scandalizza più nessuno. Teoricamente si dovrebbero votare le persone in base al loro prgramma politico. Questo permetterebbe allo stato di andare avanti: se uno ottiene il potere è perchè ha intenzione di fare delle cose. Ora, così come allora, chi ha il potere non ha le benchè minima idea di come tirare la carretta. e, intanto, si profilano all'orizzonte dense nubi: la nube del deficit di bilancio dello stato e la nube della diserzione alle urne degli elettori. Forse qualcuno sta cominciando a capire che andare a votare è inutile. Gli unici partiti che riescono ad attirare voti sono la LEga, che riunisce il malcontento di chi vive al Nord e vede che le cose, che prima funzionavano, ora funzionano sempre meno, forse per gli extracomunitari, forse perchè le tasse che si pagano a Roma spariscono chissà dove, e l'IDV di Di Pietro, che, probabilmente, attira i voti di chi è rimasto fregato dalla politica del PDL e non ha, al contempo, simpatie per il PD, un partito che, ormai, ha perso qualunque forma di identità. Mister B ultimamente si a lamentato perchè non riesce a fare qualo che vuole fare, perchè ci sono troppe limitazioni al suo potere. Peccato che per uno che si vanta di godere del 68% della fiducia degli italiani, non ci sia la possibilità di lavorare (esclusa, forse la possibilità di varare leggi ad personam). Ora sembra che sia scoppiata una nuova tangentopoli, all'ombra di Mister B, che, invece, cerca di minimizzare il fenomeno dicendo che si tratta di qualche volpe nel pollaio. Anche questo è un segno della ridotta capacità di potere di Mister B, che non si e reso conto che mentre lui organizzava festini a Villa Certosa, qualcun altro ne approfittava per ottenere favori e privilegi, probabilmente con il beneplacito di Letta e Bertolaso. Probabilmente, Mister B, che sicuramente non sa fare tutto, deve anch'egli delegare compiti e funzioni ada altri che, però, forse non hanno elevata stima di Mister B e ne approfittano per farsi i comodi loro. Magari prima bastava qualche telefonata, tanto per informarlo, ora non più. Peccato, però, perchè Mister B, nato anche lui nella fucina della P2, ora si ritrovi ad essee vittima del "teoreme Gelli". Cos'è il Teorema Gelli? E' ciò che ha reso inefficace, dal Golpe Borghese (1970) ad oggi il meccnismo della democrazia in Italia. Per evitare che i comunisti andassero al potere, bisognava "inquinare" i posti chiave del potere con persone fidate, in modo da rendere inefficaci i mecanismi burocratici della normale democrazia. In questo modo, se c'era da far perdere le tracce di un terrorista nero, le si facevano perdere; se c'era da condizionare l'opinione pubblica tramite giornalisti compiacenti, la si condizionava, ecc... Fortunatamente in Italia vigeva la divisione dei tre poteri, Legislativo, esecutivo e giudiziario, per cui la P2 e il teorema Gelli alla fine sono stati svelati. Poi arrivò tangentopoli, nel momento in cui la classe dirigente, grazie al sistema del voto al partito, si era limitata ad ingrassare con i soldi delle tangenti. In qualche modo, il teorema Gelli ha indebolito i partiti che cercavano di rimanere al potere con voto pilotato e corruzione (DC e PSI), i quali non sono riusciti a resistere alle ondate della inchieste di Mani Pulite. Tuttavia, morto un papa se ne fa un altro, e così "qualcuno" pensò bene di rimipiazzare la vecchia classe dirigente con una nuova, in modo da ripristinare una parvenza d'ordine. Nel 1992 inizia tangentopoli e nel 1993 la mafia riempie di bombe tutte le piazze più importanti d'Italia. Intanto si affaccia la Lega di Bossi con l'intenzione (allora) di fare le secessione del Nord da Sud. Qualcuno decide che è ora di fare qualcosa per evitare il collasso ed ecco che si pensa a Mister B, l'unico cnadidato possibile, dato che possiede tre tv nazionali, molti giornali e riviste. Inoltre, si può chiedere il favore alla mafia do convogliare voti in massa a forza italia. Si annulla così il tentativo di riforma operato della Rete di Orlando durante il periodo di tangentopoli nella politica siciliana, in particolare di Palermo. Se poi, dall'altra parte, qualche altro politico si allea con Mister B per creare una forte coalizione di centro-destra, il gioco è fatto. Subito Fini si allea con Mister B, dato che vede finalmente la possibilità di entrare al governo. Poi anche Bossi, all'inizio alleato scomodo (il primo governo Berlusconi fu fatto cadere dalla lega), e poi, invece, divenuto molto comodo. Probabilemnte Bossi ha capito che se si dà un contentino a Mister B, poi lui farà altrettanto. Peccato che anche Bossi e Fini siano vittime del teorema Gelli. L'unica cosa che mi dà da pensare è che Gelli era molto rinomanto in Argentina. Lo stesso Andreotti asserì che Gelli in Argentina godeva di ampia considerazione ai limiti della venerazione, da parte dei Pèron. Poi Gelli lo troviamo ospite d'onore al giuramento per l'insediamento alla Casa bianca del nuovo presidente Reagan, nel 1981. Sappiamo tutti, però come andò a finire in Argentina. Un'intero popolo ridotto al lastrico. E in Italia come andrà a finire? I nuovi pupazzetti Berlusconi, Bossi e Fini (Gelli si vantava di essere il "puppet-master", il burattinaio, in un'intervista a Costanzo) che cosa si inventeranno? Intanto il 2012 si avvicina.
mercoledì 26 maggio 2010
Il cappio
Com'è possibile vivere in un paese in cui dall'oggi al domani si scopre che mancano 24 miliardi di euro? E' una bella cifra: non si poteva prevedere prima la carenza di soldi? Abbiamo qualcuno che sa fare i conti e quindi che sa prevedere l'ammanco di soldi? Come si fa a fidarsi di una classe dirigente del genere? Soprattutto di un Mister B che prima diceva che la crisi era solo una fattore psicologico? Adesso Mister B dice che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre capacità, che dobbiamo fare sacrifici, ma sacrifici per chi? Saranno sempre i soliti a pagare? Con quale autorità una classe dirigente, che non sa programmare il futuro di una nazione e che, ogni volta, deve imporre leggi finanziarie che non sono altro che ulteriori tagli ai servizi sociali può imporre sacrifici, sempre ai soliti altri, e pretendere che il popolo l'ascolti e soprattutto che le creda? Dobiamo risparmiare soldi, bene facciamo alcune proposte:
1. Abolizione del Senato. E' ora di finirla con il bicameralismo.
2. Abolizione delle pensione agli ex-deputati, dopo soli 3 anni di servizio.
3. Abolizione del cumulo degli stipendi per le cariche dello stato.
4. Abolizione del finanziamento all'editoria.
5. Abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti.
6. Abolizione delle province.
7. Abolizione dei consigli comunali per paesi con meno di 15.000 abitanti.
8. Abolizione dei rimborsi forfettari per le cariche pubbliche.
Rimane il problema dell'evasione fiscale, che si può risolvere con l'istituzione degli Uffici per il Lavoro, dove TUTTI i cittadini italiani, o stranieri che per più di esei mesi risiedono in Italia, devono recarsi per dire cosa fanno per campare. Ovviamente, chi dichiarerà il falso si farà qualche annetto di prigione. Così vediamo chi lavora in nero o chi dichiara di fare una professione al posto di un'altra. Spetta poi alla guardia di finanza vedere quanti soldi ha in banca e quanto spende la gente che dichiara di guadagnare solo 15.000 euro all'anno.
Inoltre: impedire che gli affaristi nascondano i soldi in conti esteri e soprattutto chi vuole fare l'imprenditore in Italia sia obbligato a depositare i soldi SOLO in conti correnti di banche italiane.
Tutto questo si può fare se, però, si comincia a capire che TUTTI devono rispettare le regole. O forse no, forse alcuni sono più eguali di altri. Allora si stringerà sempre più il cappio della crisi attorno al nostro collo.
1. Abolizione del Senato. E' ora di finirla con il bicameralismo.
2. Abolizione delle pensione agli ex-deputati, dopo soli 3 anni di servizio.
3. Abolizione del cumulo degli stipendi per le cariche dello stato.
4. Abolizione del finanziamento all'editoria.
5. Abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti.
6. Abolizione delle province.
7. Abolizione dei consigli comunali per paesi con meno di 15.000 abitanti.
8. Abolizione dei rimborsi forfettari per le cariche pubbliche.
Rimane il problema dell'evasione fiscale, che si può risolvere con l'istituzione degli Uffici per il Lavoro, dove TUTTI i cittadini italiani, o stranieri che per più di esei mesi risiedono in Italia, devono recarsi per dire cosa fanno per campare. Ovviamente, chi dichiarerà il falso si farà qualche annetto di prigione. Così vediamo chi lavora in nero o chi dichiara di fare una professione al posto di un'altra. Spetta poi alla guardia di finanza vedere quanti soldi ha in banca e quanto spende la gente che dichiara di guadagnare solo 15.000 euro all'anno.
Inoltre: impedire che gli affaristi nascondano i soldi in conti esteri e soprattutto chi vuole fare l'imprenditore in Italia sia obbligato a depositare i soldi SOLO in conti correnti di banche italiane.
Tutto questo si può fare se, però, si comincia a capire che TUTTI devono rispettare le regole. O forse no, forse alcuni sono più eguali di altri. Allora si stringerà sempre più il cappio della crisi attorno al nostro collo.
lunedì 26 aprile 2010
Lavoro moderno
Facciamo un pò di conti. Se vogliamo prima di tutto sistemare lo stato di una nazione, dobbiamo sistemare il problema del lavoro. Da noi sembra che il problema sia solo se la fiat decide o meno di tenere aperti gli impiati. Il punto è un altro. Sarebbe necessario che lo stato si riappropi della politica monetaria, invece di lasciarla in gestione alle banche. C'è sempre il pericolo che lo stato, retto da politici che hanno bisogno di voti, faccia una politica monetaria spregiudicata per potere ottenere favori (alias voti) dalla gente. Però non va nemmeno bene che siano enti privati, come le banche, a decidere sul flusso monetario. In questo caso c'è il rischio che le decisioni non tengano conto dei reali problema della gente. Pur di mantenere i conti in ordine, si preferisce non concedere il mutuo, ad esempio. Bisognerebbe, quindi, trovare un sistem che unisca i vantaggi della gestione pubblica e privata. Probabilmente questo sta avvenendo in Cina. I capi politici cinesi controllano il valore della loro moneta. Tengono il valore molto basso perchè, essendo una nazione esportatrice, possono vendere di più. Inoltre, il costo della vita in Cina sicuramente è inferiore rispetto all'Europa, per cui gli operai possono essere pagati con stipendi più bassi. Le variabili sono costo della vita e valore del denaro. Il valore del denaro dipende dall'inflazione. Per inflazione si intende la quantità di moneta circolante: più moneta si produce, più si abbassa di valore. Il vantaggio della gestione privata è il rigido controllo della moneta circolante. Se in Europa l'inflazione è bassa è perchè la BCE non vuole aumentare la quantità di moneta circolante. Tuttavia, lo stato deve produrre ricchezza, altrimenti non sarebbe più possibile pagare gli stipendi o le rendite finanziarie. La ricchezza si ottiene vendendo merci o servizi. Se non si vende, ci si impoverisce. Il problema dell'Europa è che si sta impoverendo perchè non riesce più a vendere. Inoltre, il costo del lavoro è alto perchè bisogna pagare pensioni d'anzianità e d'invalidità, mentre in Cina non è così. La gestione dell'assistenza sociale è affidata allo stato. Non può essere gestita dal privato, perchè il privato pensa al suo personale interesse.
Quindi? Occorre un connubio tra assistenza sociale (pubblica) e gestione monetaria (privata). Relizzarlo non è semplice, ma inevitabile, se si vogliono evitare i problemi che ora affliggono pesantemente alcuni paesi dell'Unione Europea.
Quindi? Occorre un connubio tra assistenza sociale (pubblica) e gestione monetaria (privata). Relizzarlo non è semplice, ma inevitabile, se si vogliono evitare i problemi che ora affliggono pesantemente alcuni paesi dell'Unione Europea.
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