lunedì 29 giugno 2009

Madoff vs. Tanzi e l'economia in Italia

Madoff è stato condannato negli USA a 150 anni di carcere per aver rubati, si stima, 46 miliardi di euro. Dovrà farsi 150 anni di galera. Tanzi, in seguito al crack Parmalat (circa 14 miliardi di euro), invece è a piede libero e gestisce di nuovo una piccola impresa che sofrna cornetti.

Ho voluto sottolineare i destini diversi di due persone che sostanzialmente hanno fatto la stessa cosa: rubare i soldi ad altra gente per ottenere vantaggi personali. I destini sono diversi perchè i due paesi in cui sono avvenuti i fatti, USA e Italia, sono culturalmente ed eticamente diversi tra loro. Ma non solo. Purtroppo in Italia gli economisti sono inutili. Un economista per fare valide previsioni dell'andamento economico dei mercati deve dare per scontato che tutti gli attori del mondo del mercato seguano le stesse regole. Ciò potrebbe essere vero negli USA, ma sicuramente non lo è in Italia. Perchè? Perchè in Italia, chiunque voglia fare soldi deve trovarsi un santo in paradiso. In altri termini, deve pagare mazzette a qualche boss politico. Il vantaggio è reciproco: il politico si intasca i soldi che usa poi per comprarsi i voti e farsi pubblicità; l'imprenditore gode di qualche "scorciatoia" che gli permette di evitare le lungaggini burocratiche e i fastidi della concorrenza. Il problema è che questa "simbiosi" rischia di far saltare l'intero sistema se il rapporto imprenditore-politico viene, in qualche modo, incrinato. Anche negli USA si fanno giochi di questo tipo, ma fino ad un certo punto. Il fatto che Obama sia riuscito a far passare al congresso la legge per la riduzione del tasso d'inquinamento, mette a dura prova l'industria americana, dato che d'ora in poi le industrie che inquinano verranno tassate, e con le tasse si pagheranno nuovi posti di lavoro. Molti industriali avrebero preferito pagare mazzette, piuttosto che vedersi passare la legge di Obama. In Italia la simbiosi imprenditore-politico, che è stata scoperchiata nel 1992 con tangentopoli, è un'arma a doppio taglio: se scompaiono i referenti politici, l'imprenditore risulta spiazzato, perchè senza appoggio politico può fare fatturato. Nello stesso modo, anche il politico senza la mazzetta dell'imprenditore si trova in difficoltà, poichè senza soldi il politico italiano non può comprarsi i favori della gente, e pagare i giornalisti di tv e giornali che gli facciano buona pubblicità. In Italia il politico è amato solo se paga.

Quindi?

Quindi in Italia nuovi Tanzi cresceranno, mentre negli USA è probabile che qualcuno ci pensi due volte prima di fregare il prossimo. Questo non migliora il sistema economico italiano, anzi lo peggiora, perchè:

1. Il sistema basato sulle mazzette elimina la concorrenza. Viene meno il principio di "seleziona naturale" essenziale per la buona salute, in questo caso, delle imprese italiane.
2. Il sistema economico viene "inquinato" dalla politica. Diventa necessario, per le imprese, sostenere quei politici che possono costituire buoni referenti. Quanti soldi bisogna dare ai politici, invece di reinvestirli in attività produttive, per aiutare il politico?
3. Il costo della vita dei cittadini, a causa dell'assenza della concorrenza delle imprese e della necessità di pagamenti extra ai politici, aumenta. Ne è un bell'esempio Alitalia (adesso privatizzata). Quanto costa il volo aereo da Milano-Linate a Roma-Fiumicino? Il prezzo del biglietto è motivato solamente dalla qualità del servizio? Per non parlare di Telecom, Eni, Trenitalia, Tirrenia, ecc...
4. Le imprese italiane diventano succubi del politico che ha il potere. Se il politico cade in disgrazia, va in malora l'impresa che non si vede più concedere appalti o rimborsare i debiti.

Quindi?

Quindi, finchè in Italia ognuno non ricopre solo il suo ruolo, e cioè il politico fa il politico e l'imprenditore l'imprenditore, la cose non miglioreranno. Il sistema economico italiani è un gigante dai piedi d'argilla.

Probabilmente l'organizzatore del golpe anti-Berlusconi sono proprio le imprese italiane, stufe di continue bugie, di debiti mai rimborsati e di appalti promessi ma mai mantenuti (dov'è finito il ponte sullo stretto?).

Forse è arrivato il momento del divorzio tra il politico e l'impresa, anche se, in Italia, il termine "concorrenza" fa troppa paura. E' meglio barare al gioco, piuttosto che dimostrare di essere più bravi e competenti.

Italia in crisi (6)

Quasi dappertutto (solo su internet, però) si leggono critiche alla manovrina del governo. Tremonti è come Quinto Fabio Massimo detto "Cunctator", Il "Temporeggiatore". Mentre Annibale devastava l'Italia con le sue truppe, Quinto Fabio aspettava. Alla fine la sua strategia si è rivelata come la più idonea (d'altronde, allora, non c'era il concetto di patria). La sua fu una strategia militare. Dal punto di vista economico non si può dire lo stesso. Più tempo si perde, più aumentano i rischi. La strategia del governo è chiara: tranquilizzare i cittadini e soprattutto le imprese facendo loro annusare l'odore dei soldi. Intanto si evita di concedere soldi "veri", come vorrebbe confindustria, che aspetta il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti dei privati e l'avvio di nuovi investimenti statali sulle infrastrutture, e si spera in un miglioramento futuro dell'economia.

La cosa più irritante è che Tremonti, nell'intervista all'Annunziata, ha detto chiaramente qual'è la riforma che cambierebbe radicalmente lo stato di cose in Italia: il federalismo fiscale. Ci sono già stati due governi Berlusconi, e il federalismo non è stato fatto. Adesso si continua a non fare il federalismo. Se ne parla tanto. La Lega continua a citarlo, ma poi? La verità è che il federalismo NON lo si vuole fare, e questo per i seguenti motivi:
1. Gestione centralizzata delle tasse: tutte le tasse vanno a Roma. Poi, i capi politici decidono quando e come distribuire i soldi pubblici. Ovviamente ciò comporta un enorme potere politico. Un esempio? La Sicilia: i voti dei siciliani vengono ottenuti in cambio di finanziamenti alla regione (che, poi, sappiamo dove vanno a finire). Vuoi gli ospedali? Votami. Vuoi le scuole? Votami. Vuoi strade e ferrovie? Votami. Vuoi un alloggio popolare? Votami. Con il federalismo non è detto che il voto di scambio scompaia, tuttavia sarà possibile fare i confronti con l'erba del vicino. Un altro esempio è il Veneto e il Trentino. Molti comuni veneti, al confine con il trentino, hanno promosso referendum per passare al trentino. Perchè? Perchè in trentino i soldi delle tasse si traducono in servizi efficienti per il cittadino. Quindi con il federalismo, sarà più difficile praticare il voto di scambio, perchè se la gente si rende conto che l'erba del vicino è più verde, inizia a protestare. E sarebbe più difficile per un capo politico locale proteggersi dalle proteste della gente o manipolare i mass-media per giustificarsi. Non solo: con il federalismo ogni regione ha un budget più ristretto da gestire. Avere meno soldi significa avere minore capacità di nascondere gli sprechi. Inoltre i capi politici locali sarebbero costretti a combattere la mafia: se i soldi vengono dai cittadini che lavorano in loco, e se molti cittadini chiudono bottega a causa della mafia, la regione va in bancarotta. Perciò bisogna fare qualcosa contro la mafia. O no?
2. La grandi imprese italiane utilizzano gli ammortizzatori sociali per trarne beneficio in tempi di crisi. In tempi di crisi si licenzia la gente che viene mantenuta con i soldi dello stato. Questa è sempre stata la strategia della Fiat, ad esempio. Un conto è chiedere allo stato italiano, che ha un grosso budget, un conto è chiederlo al comune di Torino, che, inevitabilmente, avrebbe maggiori difficoltà. Certamente avere un unico referente politico in grado di gestire (a proprio vantaggio) la crisi economica è un vantaggio per le grandi imprese. Questo è un grosso problema che ostacolerà fortemente la creazione del federalismo fiscale. Bene o male, con il federalismo fiscalo lo stato dovrà maneggiare meno soldi di prima, e bisogna vedere se riuscirà a mantenere pensioni e cassa integrazione.
3. Con il federalimo, anche le giunte e i consigli regionali dovrebbero essere eletti direttamente dal popolo. Il motivo principale delle rivoluzioni borghesi è sempre stato che chi gestisce le tasse deve essere, in una certa misura, controllato anche da chi è tassato.

Si parla anche di chi sposta i capitali all'estero. Sia gli Agnelli che Mister Big hanno spostato capitali all'estero. In Italia c'è il vaticano o San Marino che consentono questi spostamenti di capitali, oppure si fa un viaggetto a Lugano. Chiaramente ho poca fiducia nella capacità di questo governo el combattere la fuga di capitali. Non a caso il precedente governo Berlusconi ha fatto una legge contro le rogatorie, che sono stati utili nel caso della maxitangente Enimont, ha depenalizzato il falso in bilancio e ora ha fatto una legge contro le intercettazioni, tutti strumenti utili per i finanzieri per capire chi fa il furbetto. Si ritorna alla politica del "finto fare". A parole si dice che si sta lavorando, mentre nei fatti tutto rimane come prima.

L'unica soluzione è un nuovo partito politico, con nuove persone, giovani e soprattutto con nuovi ideali. Altrimenti Annibale continuerà a devastare l'Italia, e non è detto che stavolta venga sconfitto.

Post Scriptum: il nuovo Annibale potrebbe essere Gheddafino. Magari Mister Big sta aspettando che Mister G sganci qualche soldo allo stato italiano, comprando titoli di stato o di enti statali. Però Mister G è furbo e sicuramente sta preparando un lista di "desideri" da presentare a Mister Big. Alla fine chi ci guadagnerà?

sabato 27 giugno 2009

Silenzio!

Il fatto che Mister Big "consigli" a Draghi e all'Istat di non divulgare notizie pessimiste riguardo lo stato di crisi dell'Italia è un fatto grave.

Perchè?
Draghi, ma in particolare l'Istat, cercano di dare une descrizione delle condizioni del paese che sia la più vicina alla realtà. L'Istat conferma che il tasso di disoccupazione è dell'otto per cento. Un dato preoccupante. La disoccupazione colpisce maggiormente le donne (a parte le veline di Mister Big) e le persone con meno di 35 anni. Così come è preoccupante il dato di Bankitalia su una riduzione del PIL del 5%.

Ora, un cittadino normale informato sui fatti si chiederebbe "Che misure sta prendendo il governo contro il problema della disoccupazione?". In altri termini, controllerebbe l'operato del governo. L'efficientismo berlusconiano manifestato nella zona del terremoto rientra nella classe del "finto fare", dato che non è possibile nascondere la case distrutte dal terremoto. E' possibile, però, nascondere i disoccupati e le famiglie in crisi. Poi se qualche trasmissione come "Report" o "Annozero" rompe le uova nel paniere perchè va ad intervistare gente che occupa case o gente disoccupata, si vedrà di tappare loro la bocca. Ma ora anche altri seri istituti lanciano il segnale d'allarme. Un cittadino non informato, è un cattivo cittadino, perchè rischia di fare cattive scelte nell'unico momento in cui la sua volontà conta qualcosa nella politica del paese, cioè durante le elezioni. Questo, chi comanda, lo sa bene.

Nello stesso momento, chi comanda deve nascondere la sua incapacità nel far fronte alla crisi. Chi comanda non riesce a fare due cose: rilanciare l'economia delle imprese italiane e salvaguardare il potere d'acquisto delle famiglie italiane. Due pessime situazioni che rischiano di compromettere la solidità dello stato italiano.

Quindi chi comanda si vede nelle necessità di:
1. Nascondere la sua incapacità
2. Controllare l'opinione pubblica per garantirsi un certo consenso

Come andrà a finire?

venerdì 26 giugno 2009

Siamo uomini o mafiosi?

Mentre Draghi e l'Istat si preoccupano della crisi, per il fatto che con l'aumento della disoccupazione diminuiscono i consumi e quindi diminuisce la produttività e il PIL, facendo indispettire il Tremonti che, invece, non vuole incentivare la cassa integrazione (e chi è disoccupato s'arrangi) Mister big si preoccupa dei suoi affari. Quali? Quelli che non vengono detti nei maggiori tg (tranne alcuni). Vespa e Vinci farebbero un'audience pazzesca raccontando i retroscena di puttanopoli, altro che Cogne e Garlasco. Invece nisba. Quindi non è vero che è l'audience a stabilire i palinsensti dei programmi televisivi. Al di là di questo silenzio tombale emergono alcuni fatti. Alcune ragazze protagoniste della vicenda con Mister Big hanno subito "intimidazioni". A Barbara Montereale è stata bruciata l'auto, A Patrizia D'Addario è stato svaligiato l'appartamento. Un caso? Come si dice, uno è un caso due una certezza. Interessante la modalità che è quella tipica dei mafiosi. Se uno non paga il pizzo gli si brucia il danno o gli si svaliga in negozio e poi vedi di metterti in regola. Chi è il mandante? Chiaramente è difficile da interpretare perchè dietro tutto questo malaffare c'è un passaparola (sperando che passi la legge contro le intercettazioni, perchè senza telefonino il passaparola è più complicato). Dato, però, che 2 + 2 = 4, non credo occorra essere dei geni per capire chi ha il maggior interesse in tutto questo. Vi ricordate della Ariosto, il famoso teste omega nel processo di corruzione contro Previti? Anch'essa fu vittima di minacce ed intimidazioni per aver detto di aver visto Previti dare bustarelle al giudice Squillante. Sul Giornale di Milano tra il 1996 e il 1997 vengono riportate le seguenti affermazioni di Previti: "Previti: vorrei sapere chi c'è dietro Stefania" e come sottotitolo: "Qualcuno le ha promesso denaro o altro". Chi ci ricorda? Come si dice, il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Torniamo a noi. Appurato che c'è in atto una strategia mafiosa per difendere "l'onorabilità" del premier, e dando per vero ciò che dice quest'ultimo, ossia che il 61% degli italiani lo apprezza così com'è, se 2 + 2 = 4, posto che Mister Big = mafioso e il 61% degli italiani ama Mister Big, allora il 61% degli italiani è mafioso. Parafrasando un vecchio film di Totò, in Italia siamo uomini o mafiosi? Qualcuno può rispondermi?

lunedì 22 giugno 2009

Golpe all'italiana

Un tesi di Aldo Giannulli sembra particolarmente interessante: "C'è un tentativo messo in atto da occulte forze per screditare il premier?". I dati a favore sarebbero:
1. Il rapido susseguirsi di episodi a sfavore dell'immagine del premier (sentenza Mills, divorzio con la moglie, il caso Noemi, in caso della D'Addario, le nuove dichiarazioni di altre ragazze, le indagni della prcura di Bari...)
2. La troppa "facilità" con cui reporter fotografano la villa di Berlusconi, o il modo in cui la gente entra a Palazzo Grazioli senza essere perquisita.
3. Il fatto che una escort decida di fare dei filmati del suo incontro con il premier, senza preoccuparsi poi di mantenere ignota la sua identità (importante per una escort)
4. Il fatto che un solo reporter, Zappadu, faccia migliaia di foto per anni, decidendo solo adesso di mostrarle (però bisogna considerare che quasi tutti i giornali di gossip sono in mano praticamente a Berlusconi). Ma se prima Corona cercava di ricattare Berlusconi per non pubblicare le foto della figlia...

C'è una qualche regia occulta dietro tutte questo? De Benedetti assieme a Repubblica, Fini, Marcegaglia, Murdoch, Obama, il Papa. Chi c'è dietro a tutto questo? Siamo di fronte ad un ennesimo caso di golpe all'italiana, come lo fu il rapimento di Aldo Moro e la morte di Mattei?

Una tesi, come dicevo molto interessante. Possiamo fare alcuni ragionamenti:

1. Perchè fare un golpe? L'unica ragione che mi viene in mente è il rischio di una guerra civile in Italia come ora sta avvenendo in Iran. Mister Big, volente o nolente, non ha più le qualità psicofisiche necessarie per mandare avanti un paese. Questa sarebbe una ragione interna, ossia si fonda sui problemi interni dell'Italia. La ragione esterna sarebbe, come si dice, una troppa "familiarità" del premier con Putin. Ma questa sarebbe una ragione sufficiente? O forse, semplicemente, esercito, polizia, carabinieri, servizi segreti vogliono stipendi più alti e se ne fregano della sicurezza del premier?
2. Chi avrebbe interesse a fare il golpe? Chi se ne avvantaggerebbe? D'Alema? Di Pietro? Casini? Bossi? La mafia? Il Vaticano? Questa domanda si intreccia fortemente con la prima. L'unica idea che mi viene in mente è la seguente: se il rischio è la stabilità sociale del paese, allora devono esserci in ballo gruppi economico-politici italiani che hanno interesse a far ripartire il motore italiano. Ma chi c'è in Italia che ancora rappresenta un forte gruppo economico? Gli Agnelli, incattiviti per il fatto che i tedeschi preferiscono i russi agli italiani, perchè in Italia comanda Mister Big? Se fossimo in tempi di guerra fredda, allora le ipotesi da fare sarebbero più semplici. Anche a livello di politica internazionale le cose sono più complesse. Se prima c'erano solo USA e URSS, adesso ci sono altri protagonisti (Cina, India, Brasile, ecc...). Probabilmente, come si vocifera in giro, Mister Big, nell'ambito della politica internazionale, ha perso parecchio smalto. Con l'uscita di Bush, Mister Big non trova più grandi confidenti internazionali. Forse è arrivato il momento di assumere maggiore credibilità internazionale.
3. Oppure più che di golpe possiamo parlare di ammonimento? Tutto questo vociferare serve per convincere Mister Big a lasciare il ruolo di leader, ridursi a fare il senatore a vita (come Giulietto) e starsene buono buono per il resto della vecchiaia? Questa ipotesi sembra la più interessante. Fare in modo che l'attore, che ormai ha stancato il pubblico, esca di scena, altrimenti si rischia una cattiva reazione degli spettatori. Si, ma allora chi è il 35% di gente che vota pdl? Oppure basta una lieve flessione per dire che non si è più capaci di fare politica? Anche per Franceschini sembra essere successa la stessa cosa. Chi lo vede o sente più, ormai?

Forse sta succedendo qualcosa di nuovo. O forse no. Forse tutta questa speculazione non ha alcun senso. Resta il fatto che non si può continuare, in Italia, a vivere in una democrazia apparente, dove i veri movimenti si fanno di nascosto. L'Italia è il paese del babau. Come una volta si diceva ai bambini di stare attenti al babau, così, in Italia, ogni personaggio politico deve stare attento al suo babau. Rimane il mio interrogativo perenne: in Italia, chi comanda?

Legge del Menga e sistema elettorale

Legge del Menga: "Chi ce l'ha in c...lo, se lo tenga!". Di solito la legge vale per il cittadino italiano che tenta di vivere onestamente. Adesso vale anche per Mister Big. Non è gratificante vedere il polverone sollevato dalle dichiarazioni di donne (escort, ossia "accompagnatrici") che, incavolate, per non aver ottenuto ciò che avevano chiesto, stanno spifferando ai 4 venti con tanto di registrazioni video ed audio i loro incontri con il premier. Incontri tenutisi anche a Palazzo Grazioli, sede del capo del governo, ossia sede istituzionale. Complimenti per il rispetto alle istituzioni: trasformare anche i palazzi del governo in casini. Mister Big non ci sta facendo una bella figura e sta cercando in tutti i modi di bloccare l'informazione sui telegiornali principali. La strategia è sempre quella: Mister Big è vittima inconsapevole di macchinazioni occulte, volute o non. L'idea che lui si ritrovi prostitute a letto perchè altri gliele pagano è veramente ridicola. Poi, forse, ci sarebbero commenti politici da fare. Tempi fa, Togliatti cercò di nascondere la sua relazione con Nilde Iotti, dopo il divorzio dalla moglie, per non apparire come un i poveri cani italiani, visto che Mister Big, depenalizzando il falso in bilancio ha nascosto chissà dove i suoi miliardi, in chissà quale paradiso fiscale. Allora chi si fa?

E' ora di lanciare un serie proposta politica per cambiare il sistema elettorale italiano. Non a caso la legge elettorale si chiamo "porcellum" ossia porcello, dato che è una legge porcata. In poche parole, noi diamo i voti, ma chissà come, le persone elette in parlamento sono persone che spesso hanno problemi con la giustizia o sono creature inconsistenti, dei semplici pigia-bottoni. Come fare per evitare tutto questo. Ecco alcune idee:
1. Obbligare PER LEGGE ciascun partito a presentare una lista di candidati i quali devono fornire un curriculum vitae dettagliato e corrispondente al vero. In particolare devono dichiarare se sono stati condannati (anche se il reato è prescritto) e se hanno cause giudiziarie. In caso affermativo NON POSSONO ESSERE ELETTI. Inoltre, dichiarazioni false riportate nel curriculum devono comportare una condanna a 5 anni di prigione.
2. Il partito deve presentare un bilancio che deve corrispondere AL VERO. Ossia bisogna sapere come il partito politico si finanzia. Il bilancio deve essere pubblicato in tutti i comuni e su internet. In caso contrario, i candidati del partito non possono essere eletti. Inoltre, se il bilancio è falso, tutti i candidati devono andare in prigione.
3. La propanganda politica deve essere fatta, a livello dei media, in modo che tutti i partiti godano dello stesso livello di pubblicità. Quello che sostiene Mister Big, ossia che chi riceve più voti ha diritto a più spazio è una bestemmia. Quello che conta è che tutti i cittadini siano pienamente informati, e quindi tutti i cittadini devono conoscere i programmi di tutti i partiti. Il livello di conoscenza dei programmi deve essere ottimale per tutti i partiti. Quindi in campagna elettorale un solo canale televisivo può essere usato per fare propaganda politica, un solo sito internet e un solo giornale, e uguale spazio deve essere garantito a tutti i partiti. Occorre un garante dell'informazione, eletto direttamente dal popolo italiano, che controlli la qualità e quantità d'informazione erogata dai media e con poteri giuridici.
4. Qualora, ad elezioni avvenute, una persona risulti non avere dichiarato il vero a suo tempo, o faccia qualcosa di illegale, tale persona deve dimettersi immediatamente. Questo deve valere per qualsiasi carica istituzionale.
5. Una persona può essere eletta al massimo per due mandati. Poi perde ogni diritto a candidarsi.
6. I partiti non hanno diritto a finanziamenti pubblici. In altri termini, il finanziamento ai partiti DEVE ESSERE VOLONTARIO e CONSAPEVOLE.


Poi ci sarebbero altre questioni, più tecniche, da discutere, come se sia meglio il voto proporzionale o di maggioranza. Una cosa utile sarebbe eleggere direttamente le seguenti cariche: Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidente della Camera dei Deputati (non includo quello del Senato perchè io abolirei il senato), Garante dell'informazione, Presidente di Bankitalia.

Le cinque cariche rappresenterebbero le 5 forme di potere in democrazia: potere giuridico, esecutivo, parlamentare, dell'informazione ed economico, rispettivamente. Per i candidati a queste cariche vale quanto detto prima.

Gl italiani dovrebbero capire che quello che conta in politica è la qualità delle persone, e che i partiti dovrebbero essere manifestazione dei problemi e delle esigenze dei cittadini. Per questo sarebbe opportuno che gli italiani fondassero partiti autofinanziati in modo da partecipare attivamente alla vita politica, e non ridursi a scribacchini delle schede elettorali. Ma sarà così?

sabato 20 giugno 2009

Svengo dopo il tg

il tg1, tg2 e i tg di mediaset stanno offrendo un'immagione penosa come servizio informativo. Non un minimo accenno all'inchiesta di Bari. Cose che dovrebbero essere dette a tutti vengono taciute. Sappiamo che il cane non morde mai la mano di chi lo nutre, ma ora si sta esagerando. Bisogna ammettere, una volta per tutte, che i telegiornali non sono validi serivzi informativi. Mi sta anche bene che ci siano tg che parteggino per Mister Big, però il fatto di ignorare completamente il caso desta un enorme sospetto. Forse la strategia è: "Noi, tg schierati con Mister Big stiamo zitti e lasciamo quella parte di tv e di giornali schierati con l'opposizione. Cerchiamo di dare alla faccenda l'impressione che sia pettegolezzo di bassa lega. In qusto modo intortiamo gli italiani col solito slogan che la sinistra non ha altri argomenti con cui attaccare il premier." Peccato, però, che questa non sia solo faccenda da pettegolezzo. C'è di più, molto di più. Ma cosa? Facciamo un elenco:

1. E' chiaro che il voto degli italiani è una burla. I partiti, o meglio, i capi politici decidono chi candidare. La scelta del candidato non si basa sulla sua competenza ma sulla sua fedeltà. Ve bene anche uno con il QI di una formica o un mafioso, l'importante è che obbedisca alle direttive del capo. Allora perchè andiamo ancora a votare? Non è possibile avere come candidati gente con un curriculum serio, che non includa qualche nottata con il capo?
2. Se abbimo tanto tempo per feste e festicciole, ne abbiamo altrettanto per i veri problemi degli italiani? Che cosa sta facendo realmente la nostra classe dirigente per risolvere i problemi dell'Italia? Ricordiamoci della gente che mette in annuncio la vendita di organi per campare.
3. Che conseguenze abbiamo riguardo l'immagine dell'Italia all'estero? Il G8 sulla scienza annullato (doveva essere organizzato dalla Gelmini) per problemi ancora non dichiarati. La regina d'Inghilterra che si lamentava delle continue urla di Mister Big che voleva farsi la foto con Obama. Mister Big che si mette a parlare al telefono con il primo ministro turco snobbando un'importante cerimonia al G20. Mister Big che fa cucù alla Merkel. Ma questi sono comportamenti di una persona seria o di un deficiente? Ma se gli altri capi di stato pensano (sicuramente) che Mister Big è un cialtrone, che penseranno allora degli italiani che l'hanno votato? Che saranno dei... Talis pater, talis filius. Perchè i tedeschi non hanno voluto che la Opel andasse alla Fiat? Meglio i russi degli italiani? Gli slavi sono più affidabili degli italiani?
4. Infine, come dice giustamente Fini: di chi possiamo ancora fidarci? Varrà d'ora in poi il motto "ognun per sè e Dio per tutti"?

Questi, per chi non l'avesse ancora capito, sono problemi seri che richiedono soluzioni serie. Peccato che sull'orizzonte non si profili ancora l'arrivo dei nostri.